Primo Maggio, Enrico Panunzi (Pd): “Il lavoro non deve essere solo occupazione ma sicurezza, stabilità, giusta retribuzione”

Il lavoro è dignità, e senza dignità manca il rispetto che si deve alle persone in quanto tali e come lavoratori per il loro contributo allo sviluppo della comunità.
Per questo è necessario che il Primo Maggio sia un richiamo forte a ciò che il lavoro deve essere davvero: non solo occupazione, ma sicurezza, stabilità, giusta retribuzione, possibilità di crescere e sentirsi riconosciuti come persone prima ancora che come lavoratori. Quando queste condizioni vengono meno, si afferma un lavoro povero che svuota di senso l’impegno quotidiano e indebolisce l’intero tessuto sociale.
C’è poi una ferita che non può essere ignorata, quella del lavoro che uccide. I dati diffusi dall’Inail continuano a dirci che, nonostante qualche segnale di miglioramento, troppe persone non tornano a casa: nel 2025 le vittime sui posti di lavoro sono state 792, in lieve calo rispetto all’anno precedente. È un fatto inaccettabile. Colpisce che a pagare siano spesso lavoratori nel pieno della loro vita, segno che la sicurezza non è ancora un diritto pienamente garantito. Così come preoccupa un sistema che continua a produrre infortuni e malattie professionali, segni evidenti di un equilibrio ancora lontano.
Anche il mercato del lavoro mostra fragilità che non possiamo sottovalutare. A fronte di una disoccupazione in calo, scesa a marzo 2026 al 5,2%, cresce il numero di chi resta ai margini e aumentano le difficoltà per i più giovani, che rischiano di vedere il proprio futuro sospeso tra precarietà e incertezza.
Serve un impegno concreto e condiviso per restituire valore al lavoro, contrastare ogni forma di precarietà e garantire condizioni davvero dignitose e sicure. È questa la sfida che abbiamo davanti. Ed è da qui che dobbiamo ripartire.
Enrico Panunzi
Vicepresidente del consiglio regionale del Lazio
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