Parterre affollato per la nascita della Banca Lazio Nord

Luciano Costantini

Fiocco azzurro, anzi ocra e blu per la nascita della Banca Lazio Nord, frutto della fusione tra la Banca Cooperativa di Viterbo e quella di Ronciglione/Barbarano Romano. Nel logo ancora un leone, anche se stilizzato, che da sempre, cioè da oltre un secolo, è l’emblema dei due istituti di credito e che rappresenta “solidità, resistenza, fiducia e protezione”. Alla cerimonia del battesimo presenti le più alte autorità politiche e amministrative dei tre centri, i rappresentanti delle associazioni di categoria e del Vescovo. Una fusione per certi aspetti tribolata per i tempi di realizzazione, quasi dieci anni, ma che sicuramente va a potenziare l’assetto finanziario e dunque le risorse economiche dell’intera Tuscia. “Si mettono insieme – ha puntualizzato il direttore generale della Banca di Viterbo, Massimo Caporossi – due entità sane e non decotte, questa è una fusione voluta e non dovuta”. “E’ una unione tra due istituti che, pur mantenendo le proprie peculiarità, hanno lo stesso Dna che ora viene trasferito alla Banca Lazio Nord”, ha sottolineato il collega della Banca di Ronciglione/Barbarano, Giulio Pizzi. “La nostra parola d’ordine – ha insistito il responsabile commerciale dell’istituto viterbese, Gianluca Scipio – è cambiare per restare gli stessi”. Cioè una banca che da sempre ha una spiccata vocazione per gli interessi locali, ma che ha giustamente anche la determinazione di crescere. In effetti, i numeri della alleanza sono rilevanti: raccolta totale per 980.000 milioni, impieghi lordi 830.000, fondi propri 98.000, 33 filiali, 182 dipendenti, 4.850 soci. Un territorio che ingloba buona parte della provincia di Viterbo, arrivando fino a Campagnano Romano e alla periferia della Capitale. Un bacino di utenza che si estende su una superficie di quasi 3.400 chilometri ed un numero di abitanti di oltre 300.000 unità. Disponibilità sul versante politico e dell’associazionismo a collaborare è venuta da sindaci (presenti quelli di Viterbo e Barbarano) e dai rappresentanti di categoria. Un invito caloroso agli imprenditori a non far mancare il loro supporto in chiave di sviluppo è arrivato dal Prefetto, Giovanni Bruno, con una incisiva sottolineatura: “Questo territorio ricco e bellissimo ha bisogno di unione mentre troppo spesso vedo in giro un alto tasso di litigiosità. Sì, gli imprenditori possono e devono partecipare allo sviluppo per impedire che tanti giovani siano ancora costretti ad emigrare”.

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