Nutrizione in allattamento, la mini guida della nutrizionista neo-mamma

di Gemma Moscioni*

È nata la mia prima figlia, Fiammetta. In questi giorni sto mettendo in pratica tutto ciò che ho sempre suggerito ai miei pazienti riguardo l’allattamento.

Questo mese, quindi, credo sia interessante parlarvi dell’opportuna nutrizione materna al fine di avviare un allattamento ottimale e di sostenere il benessere di madre e bambino.

L’allattamento è una situazione fisiologica durante la quale aumentano notevolmente le necessità nutrizionali della madre, come conseguenza del forte sforzo metabolico dovuto alla produzione di latte.

Basti pensare che per la produzione di 1 L di latte sono necessarie 700-800 Kcal, le quali provengono in parte dalla dieta e in parte dai grassi accumulati durante la gravidanza. Errori nutrizionali, quindi, possono influenzare la quantità e la qualità del latte prodotto da parte della madre.

In realtà, una cattiva gestione nutrizionale da parte delle donna è causa di una sua malnutrizione, mentre la produzione di latte rimane costante. Quindi, in questo articolo, vorrei trattare l’allattamento dal punto di vista della madre e non del neonato, focalizzandoci sulle sostanze nutritive di cui la donna ha bisogno.

La donna, subito dopo il parto, subisce una serie di cambiamenti fisici tra cui la perdita di peso, la riduzione dei fluidi extracellulari trattenuti durante la gravidanza e la riduzione del volume ematico che torna ai livelli pre-gravidici.

Quali sono le sostanze nutritive di cui la madre ha bisogno?

Le linee guida raccomandano un surplus calorico di 500 Kcal al giorno; ciò non significa che bisogna mangiare a dismisura, basti pensare che una pizza ne contiene molte di più. Bisogna quindi focalizzarsi su una migliore qualità piuttosto che sulla quantità.

Inoltre, durante la gravidanza il corpo   della donna è stato in grado di immagazzinare riserve di grassi che vengono messi in moto al fine di sostenere l’allattamento. Quindi, introdurre maggiori calorie rispetto al necessario, porterà ad un inutile accumulo di grassi e a non smaltire quelli accumulati.

Per quanto riguarda le proteine, i LARN suggeriscono l’introduzione di 17 g di proteine al giorno nel primo semestre dell’allattamento e 11 g nel secondo semestre, da introdurre tramite carne, pesce (soprattutto azzurro), latte e derivati e uova.

Per quanto riguarda le vitamine, l’assunzione raccomandata di Vitamina A è più elevata, per tale motivo si consiglia di introdurre nella propria dieta quotidiana, uova, carote, spinaci, pomodori e cachi.

È inoltre necessario aumentare l’assunzione di Vitamina E attraverso l’assunzione di semi oleosi, frutta secca, burro di arachidi, tonno e sgombro sott’olio, avocado, cereali asparagi e legumi.

Si deve poi porre attenzione all’introduzione di Vitamina C, attraverso il consumo di pomodori, agrumi, brassicacee e verdure a foglia verde.

Per quanto riguarda i minerali, particolare attenzione deve essere posta allo Iodio, la cui assunzione raccomandata è massima proprio durante l’allattamento ed il contenuto nel latte materno varia in relazione al consumo attraverso la dieta della madre. Adeguati apporti di iodio consentono di prevenire un ritardo nella crescita del neonato. Questo minerale è infatti correlato ad un adeguato sviluppo cerebrale ed è necessario per la sintesi degli ormoni tiroidei. Una sua carenza nella madre può causare disfunzioni alla tiroide. Pesci e crostacei sono le principali fonti alimentari di iodio, che è presente in quantità minori anche nell’acqua e nei vegetali.

Anche un adeguato apporto di zinco è fondamentale per la madre, poiché una sua carenza può causare una riduzione della funzionalità immunitaria, perdita di capelli e problemi di cicatrizzazione delle ferite.

Infine, non per ordine di importanza, particolare attenzione deve essere posta nell’introduzione di acqua. La madre dovrebbe assumere 700 mL di acqua al giorno, prevendendo sempre il senso della sete.

Quali sono i cibi da evitare durante l’allattamento?

I cibi da evitare sono quelli ad alto contenuto di mercurio, la caffeina e l’alcol.

La caffeina si trasferisce al bambino attraverso il latte materno, provocando irritabilità e disturbi del sonno.

L’alcol, invece, compromette lo sviluppo del bambino e causa sonnolenza, debolezza e ritardo nella crescita.

Infine, si consiglia di evitare alimenti che contengono un alta concentrazione di mercurio, come pesce spada, tonno e maccarello.

Come descritto, quindi, le abitudini nutrizionali della donna durante la gravidanza e anche durante l’allattamento possono influenzare la sua salute e quella del suo neonato. La donna è sottoposta ad un notevole stress nel post-parto e può porre la sua alimentazione (e non solo) in secondo piano. Tuttavia, per il bene del proprio neonato, ciò dovrebbe essere evitato. Certo, siamo Donne e siamo forti ma siamo anche umane … Quindi, per tutte le mamme che si trovano in questo delicato periodo della propria vita, seguendo queste breve guida possono evitare tutte le carenze nutrizionali e le problematiche ad esse connesse.

La vostra Nutrizionista Gemma.

 

gemma moscioni dentro *La dottoressa Gemma Moscioni, Biologa Nutrizionista, laureata in Biologia cellulare e molecolare presso l’Università degli Studi della Tuscia (110 cum laude), successivamente perfezionata con Master Universitario di II livello in: “Nutrizione personalizzata, basi molecolari e genetiche”, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata (110 cum laude). Ha sviluppato competenze riguardanti la Nutrizione personalizzata e la Nutrigenetica, focalizzandosi sul ruolo che gli alimenti hanno nell’espressione genica dell’individuo.
Attualmente lavora come Biologa Nutrizionista a Viterbo e provincia e affianca alla libera professione l’insegnamento dell’educazione alimentare. Si occupa di problemi del disturbo alimentare nell’adolescenza.

Studio: Viterbo – via Friuli, 18
Contatti: 329 536 6678
www.biologamoscioni.it
Pagina Fb: Dott.ssa Gemma Moscioni – Biologa Nutrizionista
Email: bionutrizione.moscioni@gmail.com

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