La via Clodia nella Tuscia: di Luciano Proietti e Mario Sanna

Un incontro programmato per il 9 febbraio prossimo a Viterbo, nella Sala CE.DI.DO. (Centro Diocesano Documenti di Viterbo), in Piazza San Lorenzo alle ore 17.00 a cura dell’Associazione Archeotuscia onlus. L’ingresso è libero.
L’analisi e la narrazione del percorso della via Clodia, nel corso della conferenza, procederà attraverso sei tappe principali che ci faranno attraversare la Tuscia, dal Lazio fino alla Toscana.
Sei i tratti di strada che percorreremo da Forum Clodii (Bracciano) a Poggio Buco (Pitigliano):
Forum Clodii (Bracciano); Olera (Blera), Norchia; Tuscana (Tuscania); Maternum (zona di Canino, Bonifiche Ente Maremma); Poggio Buco (zona Pitigliano).
E lungo la strada vedremo foto e ricostruzioni di basolati, vie cave, iscrizioni, insieme alle varie ipotesi ricostruttive dell’antico tracciato romano.
La via Clodia è, infatti, tra le antiche strade romane, quella che raggiunsero alla fine dell’impero una vera e propria rete di dimensioni imponenti e poi, soprattutto, fu quella che interessò nello specifico il territorio della Tuscia.
Costruita tra la fine del III e gli inizi del II sec. a.C., fu questo asse viario che mise in comunicazione Roma con l’Etruria centro-meridionale, dopo la definitiva sottomissione e colonizzazione delle grandi città etrusche.
La ricostruzione di questo antico percorso è il protagonista delle ricerche di Luciano Proietti e Mario Sanna; ricerche nel territorio a cui sono impegnati da alcuni anni, i cui risultati e ipotesi costituiscono il libro che verrà presentato dall’Associazione Archeotuscia onlus di cui fanno parte.
Luciano Proietti e Mario Sanna attraverso un’indagine minuziosa e capillare sull’area geografica interessata dal passaggio della Clodia, hanno ricostruito questi sei tratti del percorso dell’antica via anche attraverso la consultazione di tutti gli studi che di questo tema si sono occupati.
Con questo lavoro di verifica sul territorio si vuole dimostrare, oltre al grado di attendibilità del tracciato formulato dalle varie teorie, anche una possibile percorribilità per un futuro recupero, valorizzazione e fruizione di questo antico itinerario che ha caratterizzato e condizionato un’importante parte di storia del territorio della Tuscia.
La conferenza vuole essere un’anticipazione di questo lavoro che culminerà probabilmente il prossimo anno con la terza pubblicazione da parte degli autori sulla viabilità antica nel nostro territorio.

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