“La léngua vitorbese”proclamati i vincitori dell’edizione 2020

E’ dall’anno scolastico 2017-2018 che la fondazione Carivit ha supportato, patrocinato e finanziato il progetto “La léngua vitorbese”, concorso a premi per la miglior poesia in dialetto locale diretto alle scuole primarie del capoluogo e ai poeti locali senza limiti d’età.

Il dialetto locale rappresenta da sempre un elemento identificativo di un territorio, ovvero una delle modalità con la quale una comunità si riconosce. Un senso di appartenenza troppo spesso abbandonato a favore di neologismi che tendono ad uniformare comportamenti e descrizioni ormai troppo comuni.

Ma se da un lato tali omogeneità possono consentire una migliore capacità di comunicazione, dall’altro non possono costituire la motivazione per l’abbandono di una tradizione, orale e scritta, che tramandandosi nel tempo ne rappresenta la completa manifestazione.

Anche quest’anno l’ente che mi onoro di rappresentare non ha voluto far mancare il proprio sostegno alla pregevole iniziativa nata da un’idea dell’associazione delle Comunità narranti e della Banda del racconto in sinergia con Tuscia dialettale e realizzata con il contributo del professor Antonello Ricci, di Marco D’Aureli curatore delle pubblicazioni connesse all’iniziativa, e dei membri della giuria: Franco Giuliani presidente di Tuscia dialettale, Massimo Mecarini presidente del sodalizio dei facchini di santa Rosa, dall’attore e regista Pietro Benedetti, e dal decano della poesia dialettale viterbese Ostelvio Celestini venuto a mancare, purtroppo, appena pochi giorni fa. Il concorso si svolge anche sotto il patrocinio morale del Comune di Viterbo.

Un premio che, nella sua articolazione, costituisce un vero legame tra coloro che rappresentano l’attualità della lingua e delle tradizioni locali e gli studenti delle scuole primarie del capoluogo, cui è demandata, anche grazie alla collaborazione delle loro famiglie e dei loro insegnanti, il compito della conservazione.

Un incontro dal quale sono sempre scaturiti risultati eccellenti tali da decretare il successo dell’iniziativa. Componimenti che rappresentano autentici frammenti di vita secondo un copione scritto da una quotidianità alla quale siamo tutti profondamente legali nel solco tracciato da Emilio Maggini, Edilio Mecarini, Enrico Canevari ed Ostelvio Celestini, riconosciuti primari esponenti della poesia dialettale viterbese.

Ringrazio tutti per l’impegno profuso per la realizzazione dell’iniziativa, ma il nostro ringraziamento va indistintamente a tutti coloro che hanno partecipato: i piccoli studenti e i rispettivi insegnanti delle scuole primarie Volta, Concetti, Grandori e Canevari, i poeti senza limiti d’età, ovvero tutti coloro che con passione ed entusiasmo si sono cimentati nella stesura dei loro sentimenti e delle loro sensazioni in forma dialettale.

La terza edizione del premio si è concentrata sulla figura di Enrico Canevari, le cui poesie, parimenti a quelle composte da tutti i partecipanti, formano due volumi pubblicati dall’editore Davide Ghaleb nella collana “La banda del racconto” che si aggiungono a quelli delle due edizioni precedenti, completando quindi il riconoscimento espresso agli esponenti della poesia dialettale viterbese.

E’ però questa una edizione un po’ particolare, eccomi infatti qui solo nella sala conferenze di palazzo Brugiotti, luogo che nelle intenzioni era destinato ad accogliervi tutti in una intensa cerimonia, sì, di premiazione, ma forse ancor di più di ritrovo, di aggregazione, di contatto, cosa che purtroppo l’emergenza Coronavirus ci ha negato.

Dobbiamo però adattarci alla nuova condizione, cerchiamo di trarre da essa le migliori opportunità per noi stessi e per gli altri, e soprattutto seguiamo le indicazioni che ci vengono date al fine di superare il difficile momento.

Un sentito ringraziamento a nome della fondazione Carivit a tutti coloro che hanno contributo al successo dell’iniziativa tesa al recupero, promozione e trasmissione di un importante valore della nostra identità.

Purtroppo, come dicevo, pochi giorni fa è venuto a mancare Ostelvio Celestini: una figura di rilievo nel mondo della poesia dialettale viterbese, autore di eccellenti componenti in grado di rappresentare la viterbesità in ogni sua manifestazione. Alla inaugurazione della sua mostra presso i locali del museo della ceramica della Tuscia è legata la mia prima presenza pubblica nel ruolo di presidente della fondazione.

Un importante ricordo, così come per me sono state importanti le opinioni che in ogni incontro ci scambiavamo. A nome della fondazione e mio personale un abbraccio alla famiglia. A lui è dedicata questa terza edizione del premio.

Marco Lazzari
Presidente Fondazione Carivit

I Vincitori:

Graduatoria bando per le scuole

1° classificata la poesia “Santa Rosa” di Mirco Ginanneschi – Scuola primaria “Canevari”
2° classificata la poesia “Frisigello ‘l giullare” di Federica Grattarola, Silvia Colucci, Riccardo Corigliano, Ibi Rey, Penelope Turchetti – Scuola primaria “Grandori”
3° ex aequo poesia classificata “‘Na fiiarella” di Elvira Ascenzi – Scuola primaria “Concetti”
3° ex aequo poesia classificata “Passeggiata semiseria pe’ Viterbo” – classe V sez. B – Scuola primaria “Volta”
Menzione speciale “‘Na santa ma ‘l core” di Hudda Afzaly e Sofia Cioffi – Scuola primaria “Grandori”
Menzione speciale “Li tijji dil giardino” di Maria Giorno Felice e Stefania Lastrico – Scuola primaria “Canevari”
Menzione speciale “‘L Bullicame” di Giorgia Mastrocola – Scuola primaria “Volta”
Menzione speciale “Alfio Pannega” di Sole Coletta – Scuola primaria “Concetti”

Graduatoria Bando senza limiti di età

1° classificata la poesia “La ‘Ngelinetta” di Adriana Santoni
2° classificata la poesia “La’ pe’ Viterbo” di Maria Grazia Landi
3° ex aequo classificata la poesia “La muntura” di Anna Maria Stefanini
3° ex aequo classificata la poesia “L’orologgio de piazza del cummune” di Ivana Mattei
Menzione speciale “La chiesa dil Giesù” di Renato Cavallo
Menzione speciale “Funtane de Viterbo” di Loretta Bacci

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