Istituto di Moda Fotu: passione e sostenibilità per dare energia alla ripartenza

di Nicole Chiassarini

Con il tempo non più fermo  stiamo cominciando  a riabituarci alla  normalità e a ripartire. A vivere una nuova fase, la numero 3. Il punto di partenza sono sempre quegli ingredienti,che caratterizzano questa fucina : l’ispirazione per la moda e la creatività che ne consegue. Uno sprazzo di luce dopo un tunnel che sembrava non avere mai fine, ed ecco che ci si rialza ancora e si riparte con forza, determinazione, guidati  da pura passione. È così che l’Istituto di Moda Fotu a Viterbo ha riaperto le proprie porte ai propri i studenti.

Gestito da Jeana Fotu, donna tenace e con una forte passione per la moda, l’Istituto è ormai noto nel territorio della Tuscia per aver partecipato a manifestazioni come Donne In Opera, che hanno visto sfilare abiti sgargianti direttamente usciti da quel piccolo spazio che per molte rappresenta una seconda casa.

Come molte altre attività artigianali in tutto il territorio nazionale durante il lockdown, anche l’Istituto di Moda ha dovuto cessare la propria attività nei fatidici tre mesi, con tutti gli aspetti negativi da esso comportati.

“Dopo la chiusura abbiamo iniziato dei corsi online completamente gratuiti – ci spiega Jeana –, un corso di figurino e uno di modellistica e sartoria. Il lato pratico della sartoria è risultato essere abbastanza difficoltoso. In più da casa ci sono stati dei contrattempi, soprattutto perché molte non erano attrezzate, oltre al fatto per la vera e propria impossibilità nel seguire i lavori da dietro uno schermo e correggerne gli eventuali errori.

Questo aspetto, lo ammetto, un po’ ci ha destabilizzate, ma l’importante è aver potuto riprendere a lavorare sui nostri progetti, le ragazze ne sono entusiaste e non vedevano l’ora”.

Al momento i corsi riprendono con calma, il giusto per ponderare gli eventuali rischi e le necessità di ogni iscritto. Ma Jeana è fiduciosa, spiegando che per settembre la sua intenzione è quella di riprogrammarli tutti , anche quelli saltati durante la quarantena.

“Grazie alla riapertura abbiamo ripreso a lavorare regolarmente, seppur con qualche difficoltà dovuta il lungo periodo di fermo, che indubbiamente non sono pochi. Ma la voglia e tanta, e anche i nuovi iscritti ci sollevano il morale. Ovviamente i corsi si svolgono con poche persone, ma in realtà non è cambiato nulla rispetto a prima, in quanto già lavoravamo in pochi, in modo tale da seguirli tutti al meglio”.

Ma anche dai momenti più brutti si può trarre qualcosa di positivo. Infatti è ormai certo che la quarantena abbia rallentato la produzione di fast fashion, le sfilate ogni cinque o sei mesi, che rendevano tutto molto frenetico. In un certo senso una buona soluzione contro lo spreco, che andrà a ridimensionarsi per dare spazio alla creatività, alla manualità e all’artigianato.

Al momento anche l’Istituto di Moda Fotu, con uno sguardo ecosostenibile, si occupa della creazione di mascherine riutilizzabili, ovviamente con stoffe certificate, fondamentale per evitare grossi sprechi e l’inquinamento che ne consegue con l’utilizzo di quelle monouso.

Perché fare moda è anche offrire un prodotto benfatto e utile che possa allo stesso tempo salvaguardare il nostro bellissimo pianeta.

“Già da prima della chiusura, con altre tre ragazze arrivate in finale, ci eravamo preparate per un concorso internazionale, il GDD Fashion Week, il cui tema è La Donna fra Dieci Anni. Ovviamente l’aspetto fondamentale è che bisogna lavorare in maniera ecosostenibile.

Una cosa futuristica, interessante da immaginare, soprattutto considerando che ognuna delle ragazze ha un proprio stile. Per questo anche durante la quarantena abbiamo continuato nella creazione di una mini-collezione di tre abiti con tessuti naturali, ecosostenibili e riciclabili”.

La soddisfazione è tanta, ma la voglia di lavorare e mettersi in gioco di fronte a nuove sfide è sempre più forte.  E l’Istituto di Moda Fotu, guidato da Jeana Fotu, ha ripreso pensando alla grande facendo interagire tra di loro progetti e passione.

“Quando rientri nella nostra scuola -atelier c’è un altro clima, riparti e stai bene”.

 

 

 

 

 

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