Galileo Galilei, gli studenti: ecco perché protestiamo

liceali tuscania

La riforma della Scuola ha scatenato non poche proteste. Molte le scuole occupate, tanti i ragazzi che hanno colto l’occasione per saltare qualche ora di lezione, ma sicuramente sono di più gli studenti che si sono interrogati sul futuro della loro scuola. Tra questi alcuni alunni del liceo Galileo Galilei di Tuscania si sono rivolti all’ufficio stampa del Comune per farsi aiutare nel diffondere le ragioni della loro protesta. Tusciaup ha raccolto l’invito ed è ben lieta di dare voce alle loro riflessioni

Abbiamo appreso che a breve potrebbe essere approvata la legge definita Buona Scuola. Secondo noi alcuni punti di questa proposta non andrebbero a risolvere i veri problemi della nostra scuola, per questo dal 15 dicembre abbiamo iniziato un’assemblea permanente autoconvocata per dimostrare il nostro dissenso- raccontano gli studenti del liceo scientifico Galileo Galilei che hanno aderito a questa forma di protesta- per questo il giorno 18 dicembre, abbiamo incontrato l’avvocato Massimo Pistilli. L’idea di questa conversazione, è nata dall’esigenza di conoscere in maniera puntale e precisa i contenuti di questo documento che ci vede inconsapevoli attori di questa riforma. Durante l’incontro l’avvocato, che ringraziamo per la disponibilità dimostrata, ha illustrato in maniera esaustiva i punti salienti della proposta di legge. Noi abbiamo partecipato con interesse all’incontro dimostrando così che non sempre dar voce al proprio “disagio” che stiamo dimostrando attraverso questa assemblea permanente è sinonimo di superficialità e non tutto può essere riportato all’idea che siano solo giorni di vacanza. Le numerose domande che abbiamo rivolto all’avvocato hanno dato vita ad un dibattito vivace  e coinvolgente, ulteriore conferma del desiderio di vivere una buona scuola”.

“In questi di giorni di protesta, ci siamo riuniti all’interno della sala parrocchiale di San Marco, che ci è stata offerta gentilmente dai parroci- concludono gli studenti- abbiamo guardato film, passato momenti divertenti e letto leggi su leggi, siamo riusciti a superare le difficoltà e a creare qualcosa di concreto, abbiamo messo un problema comune al di sopra delle nostre necessità, abbiamo stretto un rapporto ancora più personale e ci siamo stretti non con una corda, ma con un’idea. E’ stata data voce ad in nostri problemi e pensieri ed una cosa del genere accade veramente in quella che noi consideriamo una Buona Scuola”  

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