
“Spalle, Forza e Sudore”, alla galleria La Culla dell’Arte di Viterbo la mostra fotografica dedicata agli ex Facchini di Santa Rosa
Prende ufficialmente il via il progetto culturale “Spalle, Forza e Sudore. Memorie passate e voci dei Portatori di Fede della Macchina di Santa Rosa”, promosso dall’Associazione Culturale “La Rosa”, con il supporto dell’Associazione Ex Facchini di Santa Rosa, con il primo di una serie di appuntamenti dedicati alla raccolta, alla valorizzazione e alla diffusione della memoria degli uomini che nel corso dei decenni hanno portato la Macchina di Santa Rosa.
Il primo incontro si terrà venerdì 28 agosto alle ore 19.30, presso la Galleria d’Arte “La
Culla dell’Arte” di Viterbo, in via Mazzini 33, con l’inaugurazione della prima delle mostre fotografiche previste nell’ambito del progetto.
L’esposizione propone una selezione di fotografie storiche dedicate agli ex Facchini di Santa Rosa, riportando al centro dell’attenzione i volti, le persone e i momenti che hanno accompagnato la storia del Trasporto. Le immagini diventano così uno strumento per
riscoprire una memoria fatta di uomini, di relazioni, di sacrificio, di appartenenza e di una tradizione che nel tempo ha contribuito a definire l’identità della città.
La mostra rappresenta il primo appuntamento pubblico del progetto editoriale che
porterà alla realizzazione del volume “Spalle, Forza e Sudore. Memorie passate e voci dei Portatori di Fede della Macchina di Santa Rosa”. Il libro raccoglierà fotografie storiche e
contemporanee, documenti e soprattutto testimonianze dirette degli ex Facchini, con
l’obiettivo di restituire una narrazione umana della loro esperienza: dal primo approccio alla
Macchina al Trasporto, dalla preparazione alla fatica, dal rapporto tra i Facchini al momento
in cui si smette di portare la Macchina e si diventa custodi della memoria.
Il lavoro di ricerca e di raccolta delle testimonianze è già in corso. In questi mesi sono state
avviate le interviste agli ex Facchini, con l’intento di raccogliere ricordi, aneddoti, emozioni e vicende personali che rischierebbero altrimenti di andare perduti con il passare del tempo.
Il progetto non vuole quindi limitarsi alla realizzazione di un libro, ma costruire un vero e
proprio percorso di memoria partecipata, nel quale le fotografie e le testimonianze possano dialogare con la cittadinanza e con le nuove generazioni. Nei prossimi mesi sono in programma ulteriori esposizioni fotografiche, incontri pubblici, presentazioni e momenti di confronto, accompagnando il percorso di ricerca e di realizzazione del volume.
L’obiettivo finale è creare un patrimonio documentario capace di conservare e trasmettere
alle future generazioni le voci di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza del Trasporto,
non limitandosi alla dimensione spettacolare della Macchina, ma raccontandone soprattutto
la dimensione umana, sociale e comunitaria.
L’incontro è aperto al pubblico e a ingresso gratuito.


















