19.3 C
Viterbo
lunedì, agosto 2, 2021

Ipu Progetto Uomo: Donne e religioni monoteiste, incontro Facebook Live

Uguaglianza, un punto d’incontro che passa attraverso la conoscenza. Se ne parla in un incontro on line il 24 giugno alle ore 15.30, organizzato da Ipu-Progetto Uomo, sulla propria pagina Facebook.

Ma Dio odia le donne? Questa la domanda spontanea quando si guarda l’immagine della donna attraverso la lente delle tre religioni monoteiste. Le religioni che hanno costruito sulla parola rivelata dall’Onnipotente la propria essenza e la propria visione del mondo. La donna raccontata da queste parole è una donna “difettosa” (perché fatta ad immagine di Adamo e non di Dio; Genesi, 2 22-23), impura (perché il flusso del suo corpo la rende immonda, rendendo immondo chi l’avvicini, fino all’espiazione, davanti all’Eterno; Levitico 15, 19-30) e poco affidabile (poiché la sua parola vale la metà di quella dell’uomo; Sura II, 282).
Il mondo che l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam hanno costruito per l’elemento femminile appare, così, un mondo di subordinazione, inferiorità e subalternità in cui l’unica salvezza per questo essere inferiore (e l’unica ragione che ne giustifica l’esistenza) è l’essere madre o moglie o vergine, l’essere funzionalizzata a colui, l’unico, a cui Dio ha inalato il soffio del suo spirito (Genesi 2. 7), preposta a lui, perché Dio ha preferito gli uomini alle donne (Sura IV, 34), in un accanimento pensato ed agito su qualunque femmina pensi o agisca diversamente (se non è perfetta, la donna è “carie” per il marito; Proverbi, 12,4), perché questa è la volontà di Dio, l’unico Dio, il Dio di Abramo e, poi, di tutti i suoi figli. Ma è realmente così? Dio odia realmente le donne? E’ veramente lui a parlare così? O sono gli uomini, credenti e non, a parlare, di più, ad agire in modo da plasmare la realtà, la vita, ad uso e consumo delle proprie necessità. E’ dalla notte dei tempi che maschile e femminile si contrappongono sulla base della diversità biologica; ed è dalla notte dei tempi che l’uomo cerca di relegare la donna ad una posizione subordinata e sottomessa. E per far ciò si è servito di tutto anche del proprio Dio.
Partendo dall’analisi dei contesti storico-sociali in cui le cosiddette religioni del Libro sono nate e si sono affermate, si esaminerà quale era la situazione della donna prima della loro diffusione, come è intervenuta la religione in tal senso, quale visione è evincibile dalle Sacre Scritture e quali interpretazioni ne sono state date, fino ad arrivare ad osservare come ed entro quali limiti le tre religioni monoteiste abbiano influito e contribuito a costruire società funzionali ad una visione patriarcale marginalizzante l’elemento femminile, società in cui pregiudizi e discriminazioni contro le donne sono ancora un leitmotiv.

IPU Istituto Universitario Progetto Uomo

COMMENTA SU FACEBOOK

Data

24 Giu 2021

Ora

15:30
Categoria