Ennesima scoperta, rinvenuta una fabbrica di epoca romana alle porte di Viterbo

In zona Rinaldone nel territorio a nord di Viterbo, nella fase di scavi preventivi sotto un impianto fotovoltaico già entrato in funzione, gli scavi hanno riportato alla luce un’area di epoca romana , riproducente  un paesaggio di lavoro, fuoco e merci: il frammento concreto di una Tuscia romana che produceva, consumava e commerciava.
Sono comparse  fornaci, vasche, cisterne e un pozzo ricco di ceramiche reperti databili soprattutto tra il I e il II secolo d.C.
La scoperta più impressionante, è stata una grande fornace lunga 9,30 metri e larga 4,20 metri.
Tra i reperti spiccano anche una coppa in sigillata italica con bollo L.V.H. e un piatto decorato con maschere di Sileni.
Un ritrovamento che ci consegna una Tuscia romana produttiva, dinamica  inserita nei circuiti commerciali dell’epoca.La scoperta riporta alla riflessione che ricade costantemente su quella zona che guarda all’area termale, che meriterebbe di essere esplorata. I ritrovamenti ci dicono che esisteva un’area produttiva che, quasi duemila anni fa, viveva alle spalle della Viterbo di oggi.L’area area si trova  tra il tracciato della Cassia antica, distante circa 1,5 chilometri, e il teatro romano di Ferento, a circa 4 chilometri, restituisce  l’immagine di un territorio denso di presenze e di connessioni, anche se nel progetto preliminare dell’impianto non erano state segnalate aree archeologiche direttamente note all’interno del lotto.
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