All’asilo San Pietro si gioca all’apprendista pizzaiolo

di Paola Maruzzi

A San Pietro si sfornano belle iniziative. Per il ciclo di incontri con i genitori “esperti”, l’asilo di Pianoscarano ha aperto le porte a diverse mamme e papà che hanno messo a disposizione il loro tempo e la loro professionalità per offrire, in accordo con le maestre, laboratori gratuiti (e qualificati) ai bambini.
Yoga, inglese e fotografia sono alcune delle attività portate avanti grazie al contributo dei volontari. Tra le novità di quest’anno anche un mini workshop per “apprendisti” pizzaioli, un’esperienza non solo divertente ma soprattutto utile per scoprire come nasce l’amatissimo prodotto e per iniziare a instillare piccole dosi di consapevolezza su ciò che mangiamo.
A guidare i piccoli in questa avventura è Michele Corba, papà, maestro pizzaiolo e volto noto nell’ambiente per la sua attività di consulente. “Già intorno ai tre anni si può cominciare a mettere le mani in pasta con l’aiuto di un adulto. A dieci anni si è in grado di fare da soli – racconta l’esperto –. I bambini di San Pietro sono partiti dall’elemento base, il grano. L’hanno schiacciato, osservando come si trasforma. Hanno capito come nascono le due tipologie di farine, la O e la OO, sperimentando le differenze di idratazione durante l’impasto, che hanno lavorato con cura. Immancabile sarà la fase più gustosa, l’assaggio del frutto di tanta fatica”.
In formato baby, ecco servito l’intero ciclo di un prodotto tradizionale la cui “magia” e bontà dipendono dai tempi, dalle temperature di lievitazione e dalla chimica.
Tra manine impiastricciate e tanti vivaci perché c’è spazio anche per svelare qualche trucco del mestiere. Bianca o rossa, croccante o morbida, sottile o alla napoletana, per i viterbesi di ogni età la pizza è un must. “Ma siamo davvero sicuri di conoscerla bene? – rilancia Corba –. Sono tantissimi i luoghi comuni da sfatare, a cominciare da quello che erroneamente chiamiamo lievito di birra ma che in realtà è lievito fresco. Sconsiglio di usare le farine commerciali che riportano la dicitura ‘preparato per pizza’. Optate sempre per farine poco raffinate. Altro argomento discusso è il matterello: meglio spianare a mano per evitare di stressare la pasta e far fuoriuscire l’aria. Occhio anche alle bruciature, ce ne sono di diversi tipi e alcune sono pericolose. Sta al bravo pizzaiolo saper sfornare un prodotto buono e salutare. Il nostro è un mestiere che non può improvvisare ma vive di conoscenze e formazione”. In defnitiva manualità, genuinità e semplicità sono per Corba gli ingredienti indispensabili per una pizza eccellenze, tre argomenti di cui i bambini, tra l’altro, sono alquanto ferrati.

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