Unitus un buon inizio, salto di qualità e vantaggi economici. Il 27 luglio la prima tesi online

di Luciano Costantini

Lunedì 27 luglio, ore 10, esame di laurea online in Arte del Restauro. Un giorno, un momento, che segnerà ufficialmente la ripresa delle attività all’Università della Tuscia, dopo la devastante (e non ancora esaurita, purtroppo) fase del Coronavirus. Il rettore, Stefano Ubertini, in conferenza stampa non riesce a mimetizzare il naturale per quanto legittimo entusiasmo, anche se deve ammettere che la ripresa sarà dura per tutti: docenti, studenti, personale universitario. Il Magnifico traccia per l’occasione le due linee guida della riapertura: si muovono sulla riduzione delle tasse per gli studenti e sull’inevitabile, seppure parziale cambiamento, del sistema didattico. Entriamo nei dettagli. Il decreto ministeriale che prevede la no tax area per gli studenti che rientrano in una situazione economica al di sotto i 20.000 euro viene innalzata a 22.000, grazie al contributo Unitus; “Esonero fedeltà” per gli studenti che, dopo aver conseguito la laurea di primo livello, decidano di proseguire gli studi nell’ateneo viterbese anche per la laurea magistrale; “Esonero famiglia” che consiste in uno sconto nel pagamento delle tasse di cui possono beneficiare i fratelli e le sorelle degli studenti già iscritti a Unitus. Poi un’autentica pioggia di borse di studio da 500 euro cadauna (per diplomati con 110 e lode che si immatricoleranno, per i laureati triennali con 110 e lode che decideranno di iscriversi a un corso di laurea magistrale, per gli studenti che abbiano vissuto “gravi circostanze”. “L’ammontare complessivo delle borse supererà ampiamente i 50.000 euro”, precisa il rettore Ubertini, che consiglia agli studenti interessati di consultare comunque il sito www.unitus.it. Poi il Magnifico affronta il capitolo della didattica: “Le lezioni ricominceranno a ottobre nella massima sicurezza (discenti con mascherina, docenti senza) sia on line che in presenza fisica. Dobbiamo fare in modo che gli studenti tornino a ritrovarsi nell’università. Perché l’università insegna anche a vivere”. L’online, insomma, deve costituire uno strumento aggiuntivo e prezioso, ma non sostitutivo dell’insegnamento tradizionale. Il rettore poi mette in fila tutte le iniziative per garantire la massima sicurezza per personale e studenti: dal distanziamento, alle mascherine, dal ricambio dell’aria nelle aule al termine di ogni lezione agli orari che verranno distribuiti fino al tardo pomeriggio e per l’intera settimana, dalla sanificazione giornaliera alle lezioni in streaming o differita. “Il nostro obiettivo – puntualizza il Magnifico – è quello di far compiere a Unitus un significativo salto di qualità, magari accompagnato da un sostanziale vantaggio economico per gli studenti e le famiglie”. Che in soldoni si tradurrebbe in un taglio del 30/50 per cento del costo annuale di un corso rispetto ad atenei che operano in grandi città come Roma, Bologna o Milano. Esempio banale, ma che può essere illuminante: frequentare l’università della Tuscia può costare mediamente 5.000 euro all’anno, altrove la cifra come minimo è destinata a raddoppiare. Chiusura finale che è anche un invito: “Io non avrei alcun dubbio, sceglierei Viterbo”, parola di Stefano Ubertini.

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