Un 25 aprile di festa

Riceviamo e pubblichiamo:

Un 25 aprile di festa.
Si legge su certa stampa locale a caccia di scoop sensazionalistici che si sarebbe trattato di una celebrazione “cupa”, con “dure” contestazioni e – addirittura! – “un fischio” a “intermittenza” da una misteriosa “finestra”. Lasciamo agli almanacchi questi dettagli, e concentriamoci su quello che conta. Al contrario di quanto si legge, è stato un 25 aprile partecipato quello di quest’anno, come non se ne vedevano da tempo a Viterbo: in una splendida giornata di sole, a piazza del Sacrario si sono riunite associazioni studentesche, sigle sindacali e dell’associazionismo, forze politiche democratiche. Segno che non si tratta di una mera ritualità archeologica. Si sono sentite parole equilibrate, da parte di sindaco e presidente della Provincia, e un vibrante appello alla vigilanza democratica da parte del Presidente dell’ANPI Enrico Mezzetti, il quale ha denunciato il potenziale eversivo e xenofobo del discorso politico securitario e anti-immigrazionista, tanto più grave in una fase come questa, segnata da povertà e disuguaglianze. Al termine dell’evento molti si sono fermati per tesserarsi al banchetto dell’ANPI e per intonare “Bella Ciao”, canzone-simbolo della tradizione contadina e della resistenza partigiana in Italia – poi assurta a inno delle lotte democratiche e socialiste in tutto il mondo, dalla Grecia alla Turchia, fino agli Stati Uniti. C’è stata anche una nota di folclore, per la gioia dei cronisti: un intervento isolato di un signore di una certa età (apprendiamo dalla stampa: membro dell’“associazione Arma aeronautica”), che parte dal gazebo delle forze armate e, non si sa a che titolo, cerca di interrompere il discorso del Presidente dell’ANPI con grida scomposte contro il carattere “politico” della celebrazione – salvo essere prontamente trascinato via dalle forze dell’ordine, nell’ilarità generale. C’è tempo per valutare se vi siano gli estremi per una denuncia, o per giudicare il significato dell’irrituale scioglimento delle righe del gruppetto di militari che presenziava all’evento. Oggi è un giorno di festa e ciò che conta è coltivare e nutrire la memoria dell’antifascismo, anche a Viterbo. In parte ha visto giusto, quel signore: politica la celebrazione del 25 aprile lo è, come lo è ogni lotta per la democrazia.

Roberta Leoni, Fiormichele Benigni
Rifondazione Comunista – Federazione Provinciale di Viterbo

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