Ultras su Netflix: una storia di tifo e passioni fuori dal campo da calcio

di Nicole Chiassarini

Dopo aver saltato la programmazione nelle sale prevista per tre date a marzo (9-10-11), a causa dell’emergenza sanitaria in corso, Ultras è arrivato dal 20 marzo sulla piattaforma streaming Netflix. Il lungometraggio è l’esordio di Francesco Lettieri regista di videoclip, già noto per quelli realizzati per famosi artisti tra cui il rapper napoletano Liberato, il quale ha firmato anche la colonna sonora del film.

All’interno di questa pellicola, Lettieri ha deciso di cimentarsi nel mondo delle tifoserie organizzate, concentrandosi su quella partenopea e riversando la sua esperienza e poetica in una storia di passioni e generazioni diverse.

Ci troviamo a Napoli, città che vive la passione per la propria squadra di calcio in molti modi diversi. Così gli Ultras lo raccontano, partendo dal protagonista Sandro detto il Mohicano, interpretato da Aniello Arena, che a cinquant’anni si trova ancora a capo del gruppo Apache, con il quale ha passato un’intera vita tra stadi, tifo, passione e scontri. Ora le sue certezze iniziano a venir meno e il suo desiderio più grande è quello di poter finalmente vivere una vita normale, un sentimento che inizia a concretizzarsi nell’incontro con Terry, una donna forte che gli farà apprezzare sempre di più quel rifugio nella normalità.

Ma quella del Mohicano non è l’unica storia che manda avanti la pellicola scritta dal regista insieme a Peppe Fiore; infatti conosciamo Angelo, un adolescente, che considera gli Apache la sua famiglia da dopo la morte del fratello Sasà durante gli scontri in una trasferta. In questo modo Sandro diventerà per il ragazzo una vera e propria guida.

Il film ruota intorno ad un confronto generazionale, attraversato da una passione folle. È proprio nel rapporto tra i due personaggi che la trama trova il suo compimento. La loro vicinanza e, al contempo, la lontananza, riesce a raccontare in modo tanto stratificato quanto complesso una manifestazione rappresentante la deriva sociale fuori dai campi di calcio.

Francesco Lettieri non ha voluto raccontare il calcio, o i suoi tifosi, bensì ha voluto umanizzare un fenomeno che si identifica nella tribù come fonte ineluttabile di forza e sicurezza. Una figura demoniaca dal quale lo stesso protagonista cercherà di fuggire.

Ed è proprio un bravo e genuino Aniello Arena a dare vita a una figura per il regista eroica, in un ruolo che vuole combattere la furia della realtà per riuscire a salvarsi, ma soprattutto per cercare di ritrovare un’umanità che negli scontri della sua gioventù era andata perduta. Intorno a Sandro si muovono tanti personaggi, non solo il giovane Angelo, ognuno complesso e con una ragione diversa che lo spinge a muoversi, in quel contesto umanamente degradato, in una splendida Napoli che fa da cornice.

In Ultras di Francesco Lettieri, storie e generazioni diverse ci raccontano il tempo e gli approcci che cambiano. Il drammatico scontro di un uomo con la sua stessa tribù per potersi lasciare un passato di violenza alle spalle. Un interessante titolo prodotto da Netflix da tenere in considerazione.

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