Scuola l’inizio di una nuova tappa, testimonianze nelle scuole di Viterbo

di Irene Ruscio

Siamo al secondo giorno del suono della campanella nelle scuole della provincia di Viterbo. Ci trasciniamo ancora gli stati d’animo ripresi nei cancelli delle varie scuole in cui ci siamo appostati. Il giro inizia dall’Istituto Paolo Savi, storica scuola viterbese a indirizzo commerciale, qui si esce con un diploma di Ragioneria, la struttura è bella a vedersi con i suoi spazi ampi. C’imbattiamo appena varcata la soglia in una insegnante di sostegno, si chiama Rosaria, molto affabile nel rispondere alle domande che a bruciapelo le poniamo. “In questo Istituto senza dubbio l’accoglienza è il punto di forza, chiunque vi entra è lieto di affrontare la giornata scolastica. L’alunno viene considerato come persona, non come un numero, si sente preso in considerazione e accolto, inoltre avverte la disponibilità del corpo docenti nei suoi confronti; anche il metodo di studio è personalizzato; noi insegnanti ci siamo resi conto che non possiamo usare un unico metodo valido per tutti, ma dobbiamo cercare di attuare le strategie metodologiche al fine di tirar fuori i punti di forza di ogni studente, aiutandolo a migliorare le proprie carenze attraverso un metodo di studio adeguato alle sue capacità; di sicuro non tralasciamo gli studenti più fragili, ma facciamo di tutto per portarli al livello della classe e allo stesso tempo valorizziamo l’impegno, le eccellenze”. Dopo la prof. che ci fa ben sperare incontriamo Job, un ragazzo disabile peruviano, vive in Italia da tre anni, ma per lui è il primo giorno di scuola in questo istituto,”l’impatto iniziale è ottimo – ci dice – qui in un solo giorno ho fatto tante amicizie, i professori mi hanno accolto, mi hanno trattato come se fossi uno di loro sin da subito; non me lo aspettavo visto che sono stato bullizzato e per via della mia disabilità, ho dovuto cambiare ben tre scuole, finalmente sono arrivato qui dove scopro il calore dell’accoglienza dei miei coetanei e degli insegnanti. Siamo solo all’inizio ma mi pare di vivere un sogno”. Non possono che incoraggiare, ci dice un’altra insegnante per la loro autorevole provenienza, le parole espresse dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico. Le norme “di avanguardia” – ha detto il Presidente – che “tutelano e favoriscono l’inserimento dei ragazzi con disabilità” vanno “pienamente e concretamente attuate. È compito delle istituzioni in primo luogo, ma tutti siamo chiamati a contribuirvi”.
Varcando i cancelli troviamo l’insegnante di educazione fisica: “Insegno educazione fisica in questa scuola da ben 44 anni, esattamente da quando è uscita la canzone Bohemian Rapsody di Freddy Mercury; nonostante stia qui dentro da tanti anni non mi sono mai stancato di questa scuola, poiché la reputo la migliore di Viterbo; abbiamo una palestra spaziosa, dove vengono svolti persino tornei regionali organizzati dalla federazione ufficiale Coni, abbiamo una sala in cui gli alunni possono fare l’allenamento con gli step, praticare yoga e arti marziali con professionisti competenti nel settore (attività extra che pochi istituti possono vantare), abbiamo enormi spazi verdi in cui poter organizzare partite di calcetto e tornei di pallavolo, abbiamo persino una piccola sala in cui gli alunni infortunati o non amanti del calcio o della pallavolo possono giocare a ping pong e o a calcio balilla”. Ci siamo caricati di entusiasmo e ci spostiamo alla ricerca di altre testimonianza, attraversando il bellissimo centro di Viterbo, tornato ad animarsi con le aperture delle scuole, arriviamo sino alla scuola primaria “Edmondo De Amicis” tuttora conosciuta dai viterbesi come “Le Monachelle”, è la scuola più datata di Viterbo situata a ridosso della centralissima via Marconi con ingresso in via Bianchi. E’ la scuola dove passano i maggiori bambini stranieri a riempire un centro che si sta svuotando per conseguenza della diminuzione delle nascite e per l’abbandono da parte dei residenti. All’uscita della scuola, sono molte le mamme, soprattutto straniere, che aspettano l’uscita dei loro pargoletti che raccontano l’emozione del primo giorno. Tra loro, c’è Adele, una delle rappresentante d’istituto; nella sua esperienza rodata afferma di trovarsi benissimo in questa scuola:”Nel duplice ruolo di rappresentante e madre di un’alunna, posso affermare che il personale docente è senza ombra di dubbio qualificato e attento nella formazione e nella aggregazione dei bambini, inoltre con i pochi fondi della scuola vengono spesso organizzate gite fuori porta passeggiate nel centro della città per far conoscere meglio ai bambini il territorio in cui vivono e la sua storia. Gli unici punti negativi sono strutturali: la palestra che è troppo piccola, la mancanza di un progetto interculturale per genitori stranieri, per far sì che riescano a seguire al meglio i loro figli nell’andamento scolastico e sicuramente andrebbero fatti i lavori di ristrutturazione per l’edificio, soprattutto al suo esterno, dovrebbe essere valorizzato maggiormente”. l’edificio scolastico merita maggior decoro per quanto concerne le pulizie è costeggiato di erbacce, il colore dei fiori lo si può trovare in un angolo triste poco più avanti ai piedi della vetrina dove quest’anno si è commesso uno dei delitti più spietati a opera di un cittadino americano, fiori e pensieri ricordano il commerciante viterbese a cui è stata tolta la vita in questo angolo che come una beffa del destino si affaccia in quella via affollata di bambini la cui vita comincia proprio da quella scuola che li avvia a ricercare un futuro migliore. Un ultimo sguardo prima di voltare l’angolo, altre classi escono: gli occhi sono spaesati a cercare il volto della mamma. Mettiamola come ci pare, il primo giorno di scuola non si scorda mai, è una di quelle esperienze che coinvolge tutti gli studenti e sarà sempre un evento indimenticabile.

    

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