Le associazioni ambientaliste alla Regione Lazio: “Subito un nuovo Piano Faunistico-Venatorio rispettoso delle regole europee”

Nasce un coordinamento di associazioni a tutela del patrimonio
faunistico definito dalla legge “patrimonio indisponibile dello Stato”

1° Giugno 2018 – Con un Piano Faunistico-Venatorio fermo al 1998 il
Lazio si pone fuori dalla normativa vigente in fatto di caccia. La
denuncia arriva da Italia Nostra Lazio, Enpa, Lipu e Wwf che in una nota
congiunta inviata alla Regione Lazio chiedono di adeguarsi, pena danni
ambientali, erariali e procedure di infrazione da parte dell’Unione
Europea.
Le associazioni chiedono inoltre che il nuovo Piano Faunistico
venatorio, insistendo anche su Siti di Importanza Comunitari (SIC), Zone
di Protezione Speciale (ZPS), segua la procedura della Valutazione di
Incidenza, secondo quanto previsto dall’articolo 5 del Dpr 357/1997.
Italia Nostra, Enpa, Lipu e Wwf ricordano che la mancata applicazione
della Valutazione di Incidenza è alla base della procedura Pilot UE
6730/14/ENVI e che l’Italia è stata condannata, in passato, per la
mancata applicazione della Direttiva Uccelli.
Per Italia Nostra Lazio non è più tollerabile il mancato rispetto da
parte della Regione Lazio delle direttive europee in tema di
conservazione delle specie animali. E’ necessario che si volti
immediatamente pagina a tutela della fauna che costituisce, in base alla
legge, “un patrimonio indisponibile dello Stato” e, come tale, un bene
comune dell’intera collettività.
Da sottolineare inoltre, spiega Italia Nostra Lazio, che la biodiversità
costituisce un valore aggiunto per tutto il territorio regionale. Per
queste ragioni proseguiamo nel coordinamento avviato sui temi della
tutela delle specie animali con le altre associazioni ambientaliste ed
animaliste, ponendoci tutte assieme come interlocutori per i nuovi
amministratori regionali e come promotori di prossime iniziative di
sensibilizzazione dei cittadini a difesa del patrimonio faunistico
regionale.

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