L’arte vista da noi, un libro per commemorare l’opera immortale di Erico Castellani

A distanza di un anno dalla scomparsa, è stato ricordato Enrico Castellani, artista visivo di fama internazionale che nel 2014 donò la sua opera “Superficie pseudo-braille” alla sezione di Viterbo dell’UICI, Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. L’occasione è stata quella della presentazione presso l’Auditorium della Fondazione Carivit del libro “L’arte vista da noi – L’immagine tattile e la sua interpretazione percettiva”, opera che racchiude le emozioni e le parole di decine di affiliati UICI.
“Questo libro, per alcuni sembrerà un controsenso, ma l’arte è qualcosa di universale e di apprezzabile in qualsiasi condizione”, ha dichiarato il Presidente della Fondazione Carivit Marco Lazzari, seguito subito dopo dalle parole di Paola Lollobattista, rappresentante della sezione UICI di Viterbo, che ha illustrato la nascita dell’idea: “Sembrava un progetto inimmaginabile quando abbiamo cominciato a concepirlo tre anni fa, ma oggi siamo qui, a lavori ultimati”. I suoi ricordi e i suoi ringraziamenti vanno subito a Enrico Castellani, la persona che oggi viene commemorata: “Sono sempre stata convinta che possa esserci uno scambio tra noi e quelli che possiamo definire ‘normodati’. Oggi ci aiuta anche la tecnologia, ma dobbiamo ricordarci che niente è impossibile”.
Dare un senso a una disabilità importante come la cecità è qualcosa di importante, proprio perché permette di avere un canale con il mondo esterno, un collegamento che già Castellani aveva fornito con un’opera d’arte “tattile”. “Questo libro”, continua Paola Lollobattista, ” è un piccolo archivio di memorie, un insieme di parole ed emozioni raccolte in 40 storie di 40 differenti persone”. “L’arte vista da noi” è, in effetti, una vera raccolta di sensazioni, dalla gioia al dolore, che deve essere letto con attenzione, ricercando una sorta di empatia.
“Con questo libro si può entrare 40 volte nell’intimo di una persona”, prosegue il narratore di comunità Antonello Ricci, che ha avuto il compito di illustrare al pubblico l’opera e di far comprendere come anche un non vedente possieda uno sguardo, forse ancora più penetrante e intuitivo di ogni altra persona. “Cosa ascolta un cieco dalla nascita quando tocca un quadro di Rembradt?”, si è chiesto Ricci ricordando che l’opera di Castellani non è un semplice quadro, ma una vera opera d’arte, unica nel suo genere. Per rispondere alla sua domanda non ci resta che immergerci nella lettura de “L’arte vista da noi”, chiudendo gli occhi e aprendo il cuore.

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