La giornata mondiale del debito ecologico

Secondo l’orientamento degli ultimi anni, la giornata mondiale del debito ecologico, l’Earth Overshoot Day, arriva sempre prima. Quest’anno l’1 agosto l’umanità avrà esaurito il suo budget ecologico per il 2018 e comincerà a vivere oltre il limite. Il Global Footprint Network (centro di ricerca internazionale sulla sostenibilità) stima che in sette mesi si consumano più risorse rinnovabili e capacità di assorbimento della CO2 di quanto il pianeta possa mettere a disposizione per un intero anno. Si inizia quindi a prelevare stock di risorse e si accumula anidride carbonica in atmosfera.

Proprio come in un bilancio con entrate e uscite, il Global Footprint Network, creato da uno dei nomi più prestigiosi dell’ambientalismo, Mathis Wackernagel, misura la domanda e l’offerta di risorse naturali e di servizi ecologici, ovvero la nostra impronta ecologica, cioè la domanda mondiale di terreni agricoli, pascoli, foreste e zone di pesca necessari per sostenerne i consumi, e la mette a confronto con la capacità di questi ecosistemi di generare nuove risorse e assorbire i rifiuti che produciamo. E basta una scorsa all’andamento di questa cambiale per capire che la situazione si sta aggravando. Dieci anni fa l’Earth Overshoot Day cadeva il 20 agosto. Vent’anni fa l’8 ottobre. Trent’anni fa il 25 ottobre. Quarant’anni fa il 10 novembre. Negli anni Sessanta c’era ancora il pareggio di bilancio tra consumo e risorse rinnovabili.

In mezzo secolo abbiamo accumulato un debito pesante che continua a crescere. Ma c’è ancora la possibilità di invertire la rotta, sottolinea il Global Footprint Network, che individua quattro campi d’azione: città, energia, cibo e popolazione. Se dimezzassimo il tempo passato al volante e sostituissimo un terzo degli spostamenti in auto con i mezzi pubblici, guadagneremmo 12 giorni. Decarbonizzare l’economia tagliando della metà le emissioni del settore energetico regalerebbe altri 93 giorni, mentre dimezzare lo spreco di cibo e adottare una dieta più sostenibile darebbe altri 38 giorni. Ultimo punto è il controllo della crescita demografica. Occorre far rallentare l’aumento della popolazione mondiale, che dal 1970 ad oggi è raddoppiata.

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