Libri: il ritorno di Silvia Avallone con “Un’amicizia”

La copertina spiega l’autrice “è parte di un quadro di Bo Bartlett. E il ballo di queste due giovani donne è così struggente che, fin dalla prima volta che l’ho visto, mi ha fatto pensare alle protagoniste del mio romanzo. Mi ha ricordato l’impasto di malinconia e desideri irrisolti che lasciano indietro le amicizie finite, che non smettono mai di finire. E restano storie aperte”.

“Un’amicizia”, il libro con cui Silvia Avallone, l’autrice di bestseller come “Acciaio”, “Marina Bellezza” e “Da dove la vita è perfetta”, torna nelle librerie con Rizzoli, l’editore abituale. C’è il pieno e il vuoto che lo stesso lascia; c’è un’amicizia che è stata importante, come suggerisce il titolo, e che – come a volte accade – non lo è più nella realtà, ma di certo non nei ricordi. L’affetto continua, nonostante tutto. Ci sono i luoghi dell’anima della scrittrice, Biella e Bologna – c’è una donna che racconta, Elisa, che ai selfie e ai social preferisce la scrittura, capaci di restituirci la complessità delle storie che non mostriamo, ma che ci portiamo comunque dietro, giusto o sbagliato che sia. “La mia vita è finita”, scrive ad un certo punto del libro la Avallone, per poi però aggiungere: “Sono libera”, “Sono nata”. Due frasi che lì, in quel punto, sono riferite ad un episodio in particolare, ma che nella vita di tutti i giorni diventano un invito a non dimenticarne mai il significato. Se le due madri delle due ex amiche sono state obbligate a rinunciare a se stesse e alla realizzazione dei propri desideri per i figli, per le due ragazze – e per le donne oggi in generale – sarà diverso, perché ognuna sarà finalmente libera di mantenere la propria complessità e di realizzarsi a piacimento nelle proprie passioni e nei propri lavori senza mai abbandonare i sogni. Per troppo tempo sono state vittime inconsapevoli di quel sistema che ha imposto loro di essere pedine spostate a piacimento da altri, ma ora, più che mai, è arrivato il momento di intraprendere la propria strada al di là di diffidenze e pregiudizi. Silvia Avallone è stata una presenza costante nella Tuscia con Caffeina Festival, oggi ci consegna il suo nuovo libro in cui fa i conti con se stessa, si mette in discussione e compie anche la sfida riuscita di usare lo strumento della letteratura per indagare il mondo dei social. Un libro in cui forse l’autrice per certi versi si riappropria della propria libertà di donna. Nella evocazione della figura della maestra, ha saputo raccontare il mistero, la violenza femminile, il sortilegio che c’è nella femminilità e non si è potuto esprimere. Ci è sempre stato chiesto di fare un passo indietro. E’ bello ricordarlo proprio nel giorno in cui si celebra la violenza sulle Donne.E in un momento in cui una pandemia globale c’insegna che E’ ora di fare i conti con la verità delle nostre esistenze.