La Cannara: lungo il fiume magico degli Etruschi una peschiera per le anguille

Luciano Pasquini

Anticamente le grate erano costruite come vere e proprie canne che crescevano abbondanti intorno al fiume, e da qui che deriva il nome “Cannara” Appena furori dall’abitato di Marta sul lago di Bolsena, in direzione Tuscania, sulla sinistra una piccola insegna verde conduce al complesso della Cannara. Oltrepassato il cancello, tre cipressi al centro dell’area riservata alla casa ti accolgono, il tutto circondato dal vede in tutte le sue declinazioni, rampicanti arbusti alberi fiori. Una nota su tutte cattura l’attenzione del visitatore ed è lo scorrere rumoroso e incessante dell’acqua del fiume Marta, che inizia la sua corsa che lo porterà al mare. Il fluire ritmico quasi ipnotico del fiume lo rende il luogo particolarmente ricco di fascino. Il fiume degli Etruschi  si lega a  un’antica  storia di peschiera per le anguille tanto ambite al palato di Papa Martino IV.  Valerio Faggiani, racconta  la storia della “Cannara” un edificio sicuramente unico nel suo genere, e ne parla con una punta di orgoglio, per essere riuscito a mantenere in vita questo posto dandogli un altro respiro senza vanificarne la storia, furono i suoi genitori iad intuirne per primi la potenzialità del posto,che la mamma Mirella  una esperta botanica nel tempo lo ha arricchito di piante particolari, alcune arrivate da molto lontano e felicemente adattate al clima. Oggi la casa è adibita a “casa vacanza”, ed è aperta agli ospiti ma anche ai visitatori previo appuntamento. Affacciarsi dalle piccole finestrelle sopra il fiume e vedere scorre sotto il fiume, circondato da siepi lussureggianti, ci ricorda quando la lunga storia che inizia con i Romani per poi proseguire con lo stato Pontificio e successivamente fu conteso dalle famiglie più ricche del posto, in quanto praticamente consentiva il monopolio della cattura delle anguille, durante la lunga migrazione per la riproduzione. Successivamente caduto nell’ oblio fu oggetto di un lento recupero da partedella famiglia Faggiani. Valerio ora conta di far rinascere questo piccolo tesoro della Tuscia, medianti incontri culturali, presentazione di libri, visite guidate , risorse indispensabili per mantenerlo attivo. Un grazie ad Annarita Properzi guida impeccabile che ci ha permesso di scoprire questo piccolo scrigno.

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