Giuliana Polo, Lady Peperoncino ambasciatrice di una passione senza confini

di Luciano Costantini

Giuliana Polo, la signora del peperoncino

Guai a chiamarla Principessa o più modestamente Signora del peperoncino. “La nobiltà lasciamola da parte, sono soltanto un’appassionata di questa antichissima e nobile bacca che rallegra e rende più appetitosi tanti piatti. Sono nata e vivo da sempre a Celleno in compagnia dei miei gioielli verdi e rossi e di una coppia di gattini”. Mentre parla, Giuliana rigira tra le mani due buste di croccantini per gli ultimi arrivati in casa Polo. Una esistenza felice, poi funestata dalla morte del marito Sandro. “Un addio che ha fatto saltare alcuni equilibri della mia vita che ora sto pian piano ricostruendo. Ho tante idee, anche se onestamente non è ancora venuto il tempo di provare a realizzarle. Al momento cerco di concentrarmi su ciò a cui sono più affezionata. I miei gattini, le mie abitudini, i miei interessi, le mie passioni”.

gatto rosso con collana di peperoncini

E i peperoncini…

“Evidentemente sì. Una passione che mi ha molto aiutata e mi aiuta”.

Passione nata?

“Dieci anni fa. Allorché una mia cugina mi regalò un barattolino di marmellata piccante. Buonissima. Da lì ho iniziato a preparare anche io qualcosa, poi sono entrata in un gruppo Facebook dal quale ho appreso molto sulla storia e i pregi del peperoncino. Oggi, unica donna, faccio parte dell’amministrazione. Stiamo parlando di un club, il ChilliHeads EU, che conta quasi 19.000 iscritti in tutto il mondo”.

Grande esperta, oltre che appassionata di peperoncini.

“Non esageriamo. Il mio è un hobby, riesco perfino a far crescere le piante senza farle seccare”.

Ha il pollice verde.

“No, pollice a strisce. Riesco, in compenso, a far seccare le piante grasse. Diciamo che con rose e peperoncini me la cavo bene”.

A inizio 2026, ha scritto il suo primo libro “La dispensa di Giugiù, salse piccanti”, da pochi giorni è uscito “La dispensa di Giugiù, legumi piccanti”. Si è capito che la sua fonte di ispirazione è senza alcun dubbio il piccante.

“E allora? Guardi che con il piccante si fanno anche i dolci. La cioccolata, per esempio. Ne ho preparate diverse di cosette, tra esse la marmellata di cocomero e la marmellata di cetrioli. E ancora, una salsetta di fagiolini e patate lesse. Ricette che non ho scritto, ma che mi sono rimaste in testa, offuscate se non cancellate, dall’impegno di stare accanto a mio marito in momenti assai difficili. La passione però sicuramente è rimasta”.

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Lei semina in casa?

“Certamente. Il primo anno ho seminato almeno cento piantine. Una soddisfazione immensa nel vederle fiorire. Non so per quale motivo mi vengono meglio in vaso che a terra”.

peperoncini-G.Polo

Ha provato a creare qualcosa di personale, magari un peperoncino cellenese?

“Ho provato, poi ho lasciato perdere”.

Ma esiste un peperoncino doc viterbese?

“No. A parte i calabresi, la maggior parte di essi arriva dal Sud America. E’ il Messico però il più illustre rappresentante mondiale della categoria”.

In Italia come siamo messi?

“Be’ il Calabrese è tanta roba”.

Ha contatti con appassionati come lei di questa preziosa bacca?

“Sicuramente con i circa diciannovemila iscritti al gruppo, ma pure con molti altri in Italia e anche qui a Celleno”.

Sempre il piccante come base, con salse o legumi che siano. Poi ha trasferito il tutto in due libri…

“In effetti è un progetto che avevo immaginato da tempo, almeno quattro cinque anni. Ho provato a trovare un editore, ma non è andata bene, questione di costi, poi, attraverso un amico, ho saputo che si poteva arrivare alla pubblicazione gratuita. Così ho fatto e devo dire che con il primo lavoro è andata bene. Per il secondo aspetto i risultati. Tutti con la stessa copertina dedicata a mio marito. Perché? Una mattina io raccolsi tanti peperoncini, lui li dispose sul tavolo e costruì con essi un disegno che è quello riportato sui libri. Un omaggio dovuto al mio Sandro”.

Ha in mente di scrivere un terzo libro?

“Non lo dico. Vabbe’… Uscirà tra qualche mese, tratterà delle ricette piccanti per le friggitrici ad aria. Se mi chiede qual è il mio sogno, dico che è quello di realizzare una collana di libri dedicati interamente al piccante: le salse, i primi, i secondi, i contorni, i dolci. Tutto dominato dal peperoncino. Ovviamente”.

Obiettivo ambizioso. Perchè è una pianta che non sembra valorizzata come meriterebbe?

“Esteticamente è bellissima, spettacolare, e poi ha tantissime proprietà terapeutiche, a livello cardiaco, gastrico, intestinale, certo non bisogna abusarne. In cucina dipende dai gusti personali. Con la pasta aglio e olio basta un solo Diavolicchio Calabrese, ma io, per esempio, ne metto due”.

Secondo Coldiretti l’uso del peperoncino in Italia è in grande espansione, si parla addirittura di un più 56 per cento in dieci anni.

“Confermo. So di aziende che fanno business. A Palermo, in Veneto, in Toscana. Sono le prime che mi vengono in mente.

Pensa o ha immaginato piatti personali, magari chiamandoli alla “Principessa del peperoncino”?

“Hum… No. Forse più in là, farò dei tentativi. Per la verità, avevo pensato a un nuovo innesto tra due razze. Avevo persino isolato i semi. E comunque niente “Principessa”. Una volta ho seminato il Carolina Reaper, il più forte al mondo, definito il re dei peperoncini. Non lo farò mai più perché si sente soltanto il piccante, non ha sapore e non ha profumo. Per favore, la nobiltà lasciamola da parte”.

 

Giuliana Polo, la potete trovare a Celleno in quell’oasi di pace che aveva scelto pure il grande pittore del Novecento Enrico Castellani, fonte d’ispirazione che stimola la creatività e alimenta le passioni.

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