Federico Paris realizza tre installazioni a Roghudi Vecchio, piccolo paese reggino di origini greche

Il vento della memoria-Roghudi, Federico Paris

“Ci sono luoghi che non hanno bisogno di essere spiegati. Hanno bisogno di essere ascoltati”. E’ il pensiero con cui l’artista viterbese Federico Paris pubblica le immagini delle tre installazioni realizzate a Roghudi Vecchio, una delle ultime città fantasma italiane in provincia di Reggio Calabria, nell’ambito di un progetto nato dalla collaborazione tra Comune di Roghudi, il sindaco Pierpaolo Zavettieri e il Consorzio Jobel.

Titolo delle installazioni, eseguite anche grazie al prezioso supporto logistico di Gloria Lauro e Santo Vazzano, è “Il vento della memoria”. 

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“Si tratta di tre figure umane astratte, quasi antiche armature di guerrieri, sono diventate custodi silenziosi della memoria di questo borgo – spiega l’autore delle opere -. Non sono qui per difendere un confine. Sono qui per custodire una storia. La storia delle donne, degli uomini e dei bambini che hanno abitato queste case, percorso queste strade, lavorato, amato e costruito qui la propria vita. Ma c’è qualcosa di ancora più straordinario. Queste sculture ascoltano il vento e lo trasformano in suono. Il vento attraversa le opere, le fa vibrare e sembra restituire al borgo una voce. È come se Roghudi Vecchio tornasse, per un momento, a respirare. Ogni soffio diventa memoria. Ogni vibrazione diventa racconto.
Ogni silenzio diventa ascolto. Abbiamo voluto che l’arte non arrivasse qui per riempire il vuoto, ma per dialogare con il paesaggio e con ciò che il tempo ha lasciato”.

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