30.2 C
Viterbo
martedì, giugno 22, 2021

Riapre il Museo delle Confraternite di Orte

Dopo due mesi di chiusura, riapre domenica 25 febbraio il museo delle Confraternite di Orte. La chiusura si era resa necessaria per permettere lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Con l’occasione, le confraternite hanno provveduto a installare un nuovo impianto di illuminazione e ad ampliare l’esposizione con ulteriori proposte, tra queste alcuni paramenti sacerdotali e arredi d’altare. Tali corredi erano anticamente acquistati dalle Confraternite stesse per i sacerdoti che officiavano i riti presso le chiese confraternali.

Il parroco e assistente spirituale delle Confraternite, don Maurizio Medici, ha voluto contribuire all’esposizione mettendo a disposizione alcuni paramenti settecenteschi conservati negli armadi della curia.

Il museo contiene le più belle suppellettili delle Confraternite, con pezzi provenienti dal XVII e XVIII secolo. La bara del Cristo morto e l’Addolorata (una Madonna vestita) sono al centro dell’esposizione, non sottraendo però l’attenzione agli altri oggetti sicuramente meritevoli dell’ammirazione del visitatore.

Il museo, fruibile ogni giorno della settimana, è dotato di una guida automatica con sottotitoli in inglese ed ha visto una ricezione turistica notevolissima in questi ultimi anni.

Esso è parte del percorso espositivo di Orte e, con il museo di arte sacra e il museo civico, regala al turista un’ampia panoramica dal punto di vista artistico e archeologico. E con l’avvicinarsi della Pasqua, le Confraternite comunicano la prossima pubblicazione del programma della Settimana santa con eventi programmati dal 17 marzo. La riapertura è prevista per le 12.15 di domenica, cioè al termine della messa.

Confraternite riunite di Orte

Il museo delle Confraternite riunite di Orte, realizzato all’interno della grande sacrestia della chiesa di Santa Croce, originariamente ospedale, conserva la più bella suppellettile delle confraternite locali. Gli oggetti devozionali esposti vengono utilizzati il Venerdì Santo per la processione del Cristo Morto. Tra i capolavori d’arte sacra, spicca per bellezza “la bara del 1626”, un esemplare autentico di artigianato Barocco. Il basamento dell’Addolorata, realizzato un decennio prima, è anch’esso molto elegante. Belli i due angeli ai piedi della Vergine dolente. Di artigianato locale, ma senza dubbio di fine lavorazione, il crocione bianco alto e slanciato appartenente alla Confraternita di Santa Croce, i due lampioni settecenteschi di solida e raffinata fattura della Confraternita della SS. Trinità e, una croce, anch’essa attribuita al XVIII secolo, della compagnia della Misericordia. Il museo ospita, inoltre, una tavola cinquecentesca di Sant’Egidio, una parte di drappo con effigiata l’araldica della Confraternita di Santa Croce, croci astili, gonfaloni, curiosità e altri interessanti oggetti completano l’esposizione. All’ingresso, ricavato dalla sagrestia della chiesa di Santa Croce, è conservato, in una cappella radiale, uno splendido crocefisso ligneo del Quattrocento di ignota fattura.

COMMENTA SU FACEBOOK

Data

25 Feb 2018

Ora

Tutti del giorno

Luogo

Orte
Categoria