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mercoledì, aprile 21, 2021

Il pesce di Sant’Andrea ai bambini viterbesi dall’apostolo pescatore

l 30 novembre di ogni anno, in occasione della ricorrenza di Sant’Andrea è usanza diffusa nel capoluogo della Tuscia, e in misura minore in alcuni centri della provincia, regalare dei pesci di cioccolato ai bambini. Il pesce è stato uno dei simboli del cristianesimo fin dagli albori. Fu il pescatore Andrea, fratello di Simone che poi divenne Pietro, a scoprire per primo Gesù e a farlo conoscere a Pietro. Entrambi condivisero con Cristo il loro destino: San Pietro fu crocifisso a testa in giù, Sant’Andrea su una croce a forma di X, che fu chiamata “croce di Sant’Andrea”.

Secondo la tradizione, a Viterbo il pesce di Sant’Andrea veniva portato ai bambini dall’apostolo pescatore nella notte tra il 29 e il 30 novembre. I bambini collocavano un piatto vuoto sul davanzale della finestra o sulla porta di casa e al mattino vi trovavano il pesce e altri doni.

Una usanza particolarmente viva nell’antico quartiere di Pianoscarano, la cui chiesa parrocchiale è intitolata proprio a Sant’Andrea. Un tempo, il parroco era solito collocare i pesci di cioccolato nell’acquasantiera nella notte del 30 novembre.

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Data

30 Nov 2017

Luogo

Viterbo
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