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giovedì, dicembre 12, 2019

Calici D’Autunno, a Tarquinia l’evento dedicato alle eccellenze vitivinicole

Anche per la terza edizione di Calici D’Autunno, evento dedicato quest’anno alle eccellenze vitivinicole della costa tirrenica e organizzato da Diletta Alessandrelli in collaborazione con la FISAR, la STAS conferma la sua adesione inserendosi nel programma con due conferenze di eminenti studiosi che si sono occupati del vino ma sotto l’aspetto salutare l’uno e della clonazione di vitigni antichi l’altro.
Venerdì 04 ottobre alle 18.30 nella Sala Sacchetti di Palazzo dei Priori a Tarquinia , con la conferenza “In vino vis vitae. Tra Storia ed effetti salutari”, sarà Francesco Rollo, Primario medico, Cardiologo, Storico della medicina attuale Direttore sanitario del RSA S. Giuseppe di Acquapendente, a spiegare che bere il vino e degustarlo significa non solo gradirne i sottili piaceri, ma anche usufruire dei suoi effetti salutari, quali le proprietà antiossidanti, di prevenzione delle malattie cardiovascolari e delle neoplasie, utile in dosi moderate per favorire la digestione ed aumentare la peristalsi intestinale.
Sabato 05 ottobre alle 18.30 nella stessa sede, Andrea Zifferero, Docente di Etruscologia e Antichità Italiche presso il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Siena, con “Dalle viti e olivi di oggi alle varietà antiche: il progetto ArcheoVino a Scansano (GR)”, illustrerà gli esiti di un lavoro di ricerca sulla vitivinicoltura antica avviato dall’Università di Siena oltre dieci anni fa, con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e del Comune di Scansano.
I trasferimenti più consistenti di specie vegetali sono avvenuti attraverso lo spostamento di comunità di origine greca in Italia centro-meridionale, a partire dall’età del Bronzo Recente (XIII-XII secolo a.C.), con particolare intensità tra l’VIII ed il VII secolo a.C.
Grazie ai dati sperimentali di ricerche sulle viti silvestri condotte da archeologi, botanici, genetisti e agronomi tra Etruria e Lazio, nel vigneto presso l’area archeologica di Ghiaccio Forte (Scansano) sono oggi coltivate, secondo i sistemi usati da Etruschi e Romani, viti clonate da esemplari di forme selvatiche ancora presenti intorno ad alcuni siti archeologici di queste zone. Combinando il dato archeologico (come la presenza di fornaci per anfore da trasporto per il vino) con l’esame genetico delle piante selvatiche e risalendo ad alcuni rapporti di familiarità con sottospecie di vite e olivo (cultivars) ancora esistenti, è stato possibile accreditare l’ipotesi che alcuni vitigni, come p.es. il Sangiovese ed il Ciliegiolo, siano pervenuti in Maremma attraverso contatti e scambi con i coloni Greci dell’Italia meridionale, già nell’VIII-VII secolo a.C., dando l’avvio ad una determinante, dal punto di vista commerciale, produzione di vino etrusco, sotto il controllo di Vulci.

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Data

05 Ott 2019

Luogo

Tarquinia
Categoria