Covid, Coldiretti: crack stalle 1,7 miliardi si ripercuote su tutta la filiera

In crisi allevamenti ovini e bovini a Viterbo, dove pesa la chiusura totale o parziale del canale Horeca e le restrizioni imposte. Una situazione che sta penalizzando tutto il settore agroalimentare, che proprio nelle attività di ristorazione ha uno sbocco del 30 per cento della produzione. A risentirne, con un impatto particolarmente pesante, è soprattutto il settore della zootecnia da carne, in cui si registra un impatto economico negativo per due allevamenti su tre, pari al 63 per cento. Stessa situazione per gli allevamenti ovini. L’emergenza Covid è costata sino ad oggi alle stalle italiane 1,7 miliardi di euro, mettendo a rischio la sopravvivenza della Fattoria Italia.

“A risentire fortemente di questa situazione è proprio il territorio del Viterbese – spiega il presidente di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici – che è maggiormente vocato all’allevamento ovino, con oltre 250 mila capi identificati, più della metà della produzione regionale, seguito da quello romano. Solo nel Comune di Viterbo sono presenti oltre 100 allevamenti e 40 mila capi identificati, seguito da Tuscania con circa 80 allevamenti e 25 mila capi e poi Montalto di Castro con 70 allevamenti e altri 25 mila capi”. 

Per affrontare il crack subito dalle stalle italiane, il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha assunto l’interim di ministro delle Politiche agricole, chiedendo un intervento immediato per dare garanzie alle imprese e salvaguardare una filiera, che è strategica e centrale per tutto il sistema agroalimentare nazionale.

“Il diffondersi di fake news sugli allevamenti – aggiunge Pacifici – che in un anno ha comportato la diminuzione delle macellazioni di bovini del 17,8% e del 20,2% quelle dei suini, secondo unanalisi Coldiretti su dati Istat. Un calo della domanda che inevitabilmente ha causato il crollo dei prezzi di vendita. Abbiamo cercato di contrastare quanti, soprattutto durante il primo lockdown, hanno tentato di speculare sulle difficoltà degli allevatori e dei pastori e ci siamo avvalsi anche dell’ausilio di strumenti legali, procedendo con la denuncia all’autorità giudiziaria di chi cercava di ottenere dei profitto”. 

Una problematica che a cascata si ripercuote su tutta la filiera. Solo nel Lazio l’attività zootecnica viene esercitata da oltre 9.600 aziende, di cui circa 5.600 sono aziende di bovini e il 40% delle aziende bovine alimenta la filiera lattiero-casearia. La filiera dell’allevamento ovino rifornisce importanti filiere di trasformazione di formaggi tipici.

Servono strumenti di sostegno immediati – conclude Pacifici – aiuti diretti alle imprese e ristori concreti. Allo stesso tempo è necessario anche un confronto attraverso un tavolo nazionale di filiera per poter costruire le risposte che servono ai nostri allevatori”. 

Coldiretti e Filiera Italia stanno già lavorando su nuovi progetti di investimento per la zootecnica sostenibile, che potranno contribuire al grande sforzo di ripresa del Paese, attraverso le risorse europee di Next generation EU e il Recovery Plan. L’emergenza di oggi, però, mette a rischio troppi allevatori per attendere l’orizzonte temporale del Recovery.​

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