Banca di Viterbo in buona salute, rinnova gli organi sociali. Fiorillo confermato Presidente

La Banca di Viterbo credito cooperativo ha riunito i propri soci, come consuetudine, per l’assemblea generale tenutasi nel prestigioso palazzo dei papi di Viterbo “Sala Alessandro IV”, domenica 19 maggio in seconda convocazione.

L’assemblea è stata un successo della cooperazione di credito in quanto erano presenti oltre 300 soci e di questi molti erano portatori di delega.

E’ stata l’occasione per comunicare dati tangibili e ratificare l’impegno dell’istituto nell’economia del territorio.

La Banca di Viterbo infatti consapevole che sostenere un’economia in un periodo di recessione non fosse indolore, non si è sottratta al proprio ruolo di banca locale, sostenendone i costi ed affrontandone i rischi.

Il management aziendale ha enfatizzato quindi il forte impegno verso gli organismi costituenti il nostro territorio, riassumendo i molti provvedimenti emanati lo scorso esercizio, anche nel particolare momento recessivo, con l’obiettivo di cogliere le necessità delle piccole e medie imprese, delle famiglie, degli enti locali e delle associazioni attraverso un’offerta che ha saputo integrare la tradizionale intermediazione creditizia con una più favorevole consulenza ed assistenza.

I valori economici e patrimoniali conseguiti nel 2017 mostrano la buona salute della Banca di Viterbo ed anche la tenacia dell’Istituto di fronte al perdurare della nota crisi economica: gli accantonamenti hanno confermato la solidità patrimoniale e l’indice di solvibilità (Total Capital Ratio) si attesta al 16%. 

Conferma positiva dal valore delle masse: gli impieghi economici sono cresciuti dell’1,34% rispetto allo scorso esercizio attestandosi ad oltre 475 milioni di euro mentre la raccolta complessiva, forte di un + 0,60%, ha raggiunto il valore di 568 milioni di euro; il rapporto impieghi/raccolta diretta è fissato in 91,24% e l’utile netto raggiunto, dopo congrua svalutazione dei crediti che ha portato alla copertura delle sofferenze di oltre il 60%, è pari a 1,015 milioni di euro; queste alcune delle cifre del bilancio consuntivo dell’esercizio 2017 che il consiglio di amministrazione della Banca di Viterbo è stato fiero di presentare all’assemblea ordinaria.

Oltre che approvare il bilancio l’assemblea ha proceduto con il rinnovo degli organi sociali che oggi sono così composti.

Consiglio di amministrazione: Vincenzo Fiorillo (Presidente), Alessandro Caravello, Giuseppe De Rosa, Guido Maccio, Vasco Michelini, Giuliano Pagnottella, Roberto Ragonesi, Emilio Dottori, Marco Santoni.

Collegio sindacale: Roberto Migliorati (Presidente), Siro Giovagnoli, Mario Guerrini (sindaci effettivi) – Francesca Marianna  Cima (sindaco supplente).

Il presidente Vincenzo Fiorillo e il direttore generale Massimo Caporossi hanno sottolineato che il 2018 sarà un anno molto impegnativo e al contempo sfidante, dove alle incertezze del contesto economico, si associa il lavoro da fare in vista della fusione per incorporazione della consorella Bcc di Ronciglione e Barbarano Romano e della partecipazione al costituendo Gruppo bancario Cassa centrale banca.

Proprio l’operazione di fusione nasce dalla considerazione che l’evoluzione del sistema del credito cooperativo verso la costituzione del gruppi bancari aprirà nuovi scenari, e pertanto si ritiene che sia giunto il momento di procedere concretamente e insieme verso il raggiungimento di specifici obiettivi, quali:

l’ammodernamento e l’innovazione del modello di servizio e, conseguentemente, l’adeguamento delle professionalità, confermando la massima attenzione ed assistenza verso le imprese locali e le star-up, incoraggiandone le iniziative economiche ed affiancandole nei programmi di sviluppo e nella loro affermazione sui mercati nazionali ed internazionali;

l’esigenza di rendere più efficienti i processi produttivi e gestionali aziendali attraverso, come già detto, la realizzazione di economie di scala che una maggiore dimensione consente;

il mantenimento delle caratteristiche della cooperazione mutualistica (localismo e prossimità territoriale, operatività prevalente a favore dei soci);

l’opportunità che una Banca di dimensioni provinciali offre in termini di possibilità di maggiore ascolto e consapevolezza delle esigenze del territorio al fine anche di poter migliorare la qualità e la gamma dei prodotti e servizi offerti ai Soci ed ai clienti per un più adeguato sostegno alle realtà produttive locali;

la massima attenzione alla consulenza alle famiglie per un consapevole gestione del risparmio che miti alla loro sicurezza ed al miglioramento della qualità della vita.

E proprio la nuova denominazione della Banca di fusione “Banca Lazio Nord credito cooperativo” riassume queste complesse strategie in quanto se da una lato rimane forte l’impegno verso quei territori nei quali le due banche hanno operato sino ad oggi, dall’altro ha inteso “definire” un nuovo e più ampio perimetro operativo.

La nuova banca ingloba infatti nel territorio di competenza la quasi totalità della provincia di Viterbo arrivando tramite lo sportello di Campagnano di Roma, al confine Nord – Ovest della Provincia di Roma e quindi in prossimità dell’Area Metropolitana della capitale, con potenziali benefici in termini di espansione della clientela.

Dalla aggregazione del territorio presidiato e quello non presidiato, ma comunque potenzialmente raggiungibile dalla banca, nasce così un bacino di utenza avente una superficie di quasi 3400 Kmq ed un numero di abitanti di oltre 300 mila unità.

Quindi sempre banca locale del territorio , ma con più ampio respiro.

Il presidente ed il direttore generale unanimamente sottolineano la consapevolezza degli organi sociali sia della banca di Viterbo che della Bcc di Ronciglione e Barbarano Romano, che l’esercizio della Banca mutualistica sul territorio, complesso e difficile, spetta comunque alla Banca Lazio Nord Credito Cooperativo e sarà nelle sue mani anche nel tempo delle Riforma del credito cooperativo.

Dobbiamo avere il coraggio del cambiamento; le nuove scelte rappresentano opportunità e non preoccupazioni, dobbiamo essere quindi pronti a proiettarci verso il futuro.

Ci vuole quello che i latini chiamavano animus, coraggio anima e respiro. Non darsi per vinti e non perdere lo slancio dello sguardo più avanti.

Questo è un impegno che sentiamo di assumerci nel rispetto della nostra centenaria storia, per i nostri soci, per i nostri territori e per le nostre comunità locali.

Banca di Viterbo

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI