La moda è cultura. E non soltanto l’Abito che viene indossato ma anche tutto il lavoro di creazione, preparazione ed organizzazione che permette all’abito di fare moda, tendenza e storia del tempo.
Il 2 ottobre, nel magnifico chiostro rinascimentale di Santa Maria in Gradi, una sfilata racconta il talento delle studentesse dell’Istituto F. Orioli.
La moda non è soltanto abiti, passerelle e tendenze ma è soprattutto cultura, espressione, ricerca e capacità di trasformare un’idea in una forma concreta attraverso creatività, tecnica e manualità. È proprio questo il messaggio che emerge dall’iniziativa in programma venerdì 2 ottobre 2026, dalle ore 17, nel suggestivo chiostro rinascimentale di Santa Maria in Gradi, presso il Rettorato dell’Università degli Studi della Tuscia a Viterbo, intorno al recinto ottagonale della fontana del 1480.
L’appuntamento, che prevede tra gli altri momenti la presentazione del Centro antiviolenza, l’illustrazione dei pannelli della mostra “Mai più schiave ma libere nel cuore” e la presentazione dell’Atelier solidale, culminerà con il défilé di abiti da sposa donati e con la sfilata delle creazioni realizzate dalle studentesse dell’Istituto F. Orioli.
Dietro ogni abito che verrà presentato, c’è un percorso fatto di studio, progettazione, ricerca e lavoro artigianale. Un capo non nasce semplicemente da un disegno, ma prende forma attraverso competenze che richiedono tempo, precisione e passione. Le studentesse sono protagoniste di un processo creativo completo: disegnano, realizzano e indossano gli abiti che saranno presentati durante la sfilata. Accanto a loro c’è il lavoro delle docenti, fondamentale per accompagnare le giovani nella trasformazione dell’idea in progetto e del progetto in capo finito, trasmettendo conoscenze tecniche e valorizzando la creatività individuale insieme al sostegno della dirigente Maria Federici che promuove e supporta sempre l’impegno delle classi ed il rapporto con istituzioni e territorio.
Quello che sfila in passerella, dunque, non è soltanto un vestito ma è il risultato visibile di un percorso formativo e creativo, nel quale la scuola diventa luogo di sperimentazione, di apprendimento e di valorizzazione del lavoro artigianale e della cura dei dettagli.
Particolarmente significativo è inoltre il collegamento con l’Atelier solidale e con il défilé degli abiti da sposa donati, elementi che inseriscono la moda all’interno di un più ampio percorso di solidarietà e partecipazione. La serata del 2 ottobre sarà quindi anche un’occasione per guardare alla moda con occhi diversi: non solo come fenomeno commerciale, ma come patrimonio di creatività, cultura e competenze, capace di unire generazioni e professionalità.
Al centro ci saranno le ragazze dell’Istituto F. Orioli, con i loro abiti, le loro idee e il lavoro costruito insieme alle docenti. Perché dietro ogni creazione che arriva in passerella c’è molto più di ciò che appare: c’è un’idea, ci sono mani che lavorano, conoscenze che vengono trasmesse e una comunità educativa che accompagna le giovani nel dare forma alla propria creatività.


























