Viterbo Città Pulita: parte il progetto per ridurre CO2

Si chiama Paes, acronimo di Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile. Viterbo ne è entrata a far parte perché il surriscaldamento della terra insieme all’emergenza ambientale, è sotto gli occhi, il naso e i polmoni di tutti. Palazzo dei Priori da oltre un anno ha aderito al progetto europeo per il sostanziale disinquinamento delle città.

Un accordo che è semplicemente un ”Patto dei sindaci” con l’obiettivo di predisporre interventi in grado di rendere l’aria e l’habitat cittadini più fruibili e sani. Il territorio del capoluogo con il suo carico mefitico di 220.000 tonnellate di CO2 all’anno non è tra i più ”avvelenati” della penisola, ma certo ha bisogno di pulizia. «Ciascuno di noi – spiega Raffaella Saraconi, assessore al Verde Pubblico e all’Energia – è chiamato a cambiare le proprie scelte di vita per raggiungere il traguardo che ci siamo dati, magari attraverso contributi e incentivi fiscali».

Il target è ridurre del 20 per cento le emissioni di CO2 entro il 2020 attraverso tutta una serie di iniziative coordinate che permettano di gestire al meglio le risorse energetiche.

Il primo step dell’operazione ”Città pulita” è scattato ieri mattina e si concretizzerà in tre passaggi: valutazione dell’impatto ambientale, definizione delle iniziative, pianificazione del progetto. Il controllo dell’operazione stessa avverrà attraverso un monitoraggio biennale a livello europeo e riguarda complessivamente 6.000 amministrazioni comunali e 210.000 cittadini del Continente.

Se una volta tanto Viterbo non indossa la maglia nera in tema di ecologia e ambiente, di problemi comunque ne ha, come testimoniano alcune cifre comunicate ieri mattina a palazzo dei Priori dal coordinatore del progetto Paes, Massimo Brait: il carico di CO2 che imprigiona la Città dei Papi è prodotto per il 32% dai trasporti pubblici e privati, per il 30% dagli edifici commerciali e residenziali, per il 10% dalle industrie.

«Il cambiamento climatico – puntualizza l’assessore Saraconi – rappresenta la sfida che siamo chiamati ad accettare e vincere nei prossimi anni. E lo faremo a partire da subito chiamando a raccolta amministratori, rappresentanti del settore economico e produttivo, associazioni e realtà del mondo scolastico».

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Foto di Luciano Costantini

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