Viterbo-Avignone: un gemellaggio da Papi

Veduta di Avignone

La sinergia e le attinenze tra le due città sono confermate dalla dichiarazione del vice Sindaco della città francese Jacques Montagnac: “Vogliamo avvicinare due realtà uniche al mondo distinte da un immenso patrimonio culturale e da attinenze produttive ed economiche da non trascurare. Noi pensiamo che l’anno prossimo possa maturare l’unione vera e propria”.

Le basi poste lasciano intendere che il gemellaggio tra Viterbo e Avignone si farà: a settembre sarà presentato il progetto e a dicembre ci sarà la firma. E’ quanto emerso dal Convegno tenutosi a Viterbo il 2 aprile a Palazzo dei Priori che ha visto il Comune di Viterbo ospitare i rappresentanti della città francese.

La delegazione francese, composta dal vice sindaco e assessore alla cultura Jacques Montignac, dal presidente della Camera di commercio Francois Mariani e da due funzionari, ingentilita dalla benedizione del vice console d’Italia a Marsiglia la dottoressa Albergati, è arrivata nel capoluogo della Tuscia per iniziare a concretizzare progetti che rendano stuzzicante l’unione di due città che uniche in Europa, hanno in comune il palazzo papale, ma tanto altro ancora a cominciare dal pittore viterbese Matteo Giovannetti che affrescò le sale della residenza dei pontefici in Provenza.

Sono stati tanti i campi di intervento: dalla cultura all’enogastronomia, dalla coltivazione della lavanda a quella della vite e dell’olivo, dal turismo all’accoglienza, settori che costituiranno la base di un progetto che entro il primo settembre sarà presentato all’Unione europea. Proprio sull’interdisciplinarietà ha insistito il sindaco Leonardo Michelini: “Di un possibile gemellaggio si era cominciato a parlare nei primi anni Cinquanta, ma nel 2015 si deve parlare per un progetto comune di crescita perché queste due città hanno in collettivo tanto, non solo il Palazzo dei papi,pur marchio identificativo fondamentale. Proprio una mostra su questo aspetto e sulle opere di Giovannetti potrebbe essere l’evento di apertura, ma fermarsi qui sarebbe riduttivo e inutile ad entrambi i Comuni. Ad Avignone quando hanno appreso della facoltà di agraria dell’Università della Tuscia hanno subito manifestato la loro attenzione cominciando a lavorarci sopra”.

Sono tre le linee su cui si svilupperanno i vari filoni: istituzionale, accademica e commerciale : le due amministrazioni comunali, le due università e le due Camere di commercio. Francois Mariani, che dirige una struttura di cui fanno parte 28mila imprese ribadisce Abbiamo le stesse sensibilità e gli stessi obiettivi, dunque è normale lavorare insieme”. “Turismo, accoglienza e enogastronomia – gli fa eco il presidente dell’Ente camerale viterbese Merlani –c’è anche l’estrazione e la lavorazione del peperino, la pietra vulcanica caratteristica della nostra terra. E’ un progetto fondamentale per Viterbo, ma credo che l’intero territorio della Tuscia possa trarne vantaggio”. Nella tappa viterbese tanti appuntamenti di rilievo: visita al teatro dell’Unione e al Palazzo Papale, appuntamenti all’Università e in camera di commercio, sosta al Gran Caffè Schenardi, visita a Ferento e in un’azienda che del peperino. Ma alla fine tutti i partecipanti al Convegno sono concordi: Questo gemellaggio s’ha da fare.

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