Visita alla Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia

saline tarquinia

Il 7 giugno per l’intera giornata a cura del Corpo Forestale dello Stato Le Saline di Tarquinia apriranno al pubblico per l’intera giornata. Si hanno notizie della Salina di Tarquinia fin dall’antichità e ritrovamenti archeologici ne testimoniano l’utilizzo anche per la produzione del sale fin dall’epoca villanoviana. Sul finire del XVIII secolo lo Stato Pontificio fece una ricerca per individuare un sito idoneo alla produzione del sale, dato che la salina di Ostia (RM) si era gradualmente allontanata dal mare per il continuo deposito di materiale alluvionale. Il nuovo sito venne individuato a circa 6 miglia da Corneto (nome medioevale di Tarquinia prima dell’Unità d’Italia). Nel 1802 iniziarono i lavori per la realizzazione delle saline che si protrassero tra alterne vicende per vari decenni. Per la mano d’opera si fece inizialmente ricorso ai reclusi che scontavano la pena nel vicino carcere di Porto Clementino, poi dalla fine del 1800 venne costruito un borgo in stile eclettico per ospitare gli stabilimenti per la produzione e stoccaggio del sale e per offrire ospitalità alle maestranze civili, i salinari. Nel 1980 venne costituita la Riserva Naturale di Popolamento animale a causa dell’importanza della zona per l’avifauna migratrice e stanziale, affidandola al Corpo forestale dello Stato che ne è l’ente gestore. La Salina, pur avendo dal punto di vista ambientale la valenza di una laguna salata retrodunale, è pertanto una struttura artificiale realizzata a scopo produttivo che ora ha solo significato ecologico: fa, infatti, parte della Rete Natura 2000 essendo sia una ZPS che un SIC ai sensi delle direttive Habitat ed Uccelli. L’estrazione del sale si è, infatti, gradualmente ridotta nel tempo per la sua antieconomicità ed è totalmente cessata nel 1997. L’equilibrio idrico è tuttora mantenuto artificialmente grazie al pompaggio di acqua marina nelle vasche: queste ultime sono separate dal mare da una sottile duna costiera mentre un fosso circondariale drenante, costruito nel 1800 per tagliare la lama di acqua dolce che raggiungeva le vasche, segna il confine tra la salina ed i terreni circostanti. Gli invasi della Salina rappresentano un particolare ecosistema salmastro a causa del gradiente di salinità che li contraddistingue. Oltre alle vasche la Riserva comprende una certa varietà di ambienti quali quelli di spiaggia, duna, steppa mediterranea, prateria e pineta. La duna costiera è fortemente soggetta al fenomeno dell’erosione marina che la sta progressivamente riducendo e che, in una prospettiva futura di medio termine, rappresenta la più grave minaccia per la conservazione dell’ecosistema della salina.
Informazioni Corpo forestale dello Stato –.
Posto Fisso CFS Riserva Naturale Statale “Saline di Tarquinia”
telefono e fax 0766 864605 (dal lunedì al venerdì 08.00 – 15.00)

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