Viaggiare: una viterbese consiglia ….

Brasile

Questo non è un articolo, è un’esperienza, queste non sono cifre e lettere a caso, sono le coordinate GPS del paradiso : 23°23’25’’S43°55’24’’O/-23.390161,-43.92334.

Avete presente quando siete seduti in macchina nel traffico, stressati da: spesa da fare, spese da pagare, figli da recuperare, cene da organizzare, casa da pulire.

Vi ricordate come eravate dieci, venti, trenta anni fa, quando volevate essere tutto al di fuori di quello che siete adesso, quando non eravate mai stanchi e non avevate mai sonno, quando vi sentivate vivi e fiduciosi nel futuro ?

Che cosa vi è successo nel frattempo ?

Vi aiuto io, a voi come a me sono nati figli, spuntati i primi capelli bianchi, apparse le prime rughe, il fisico non è piu quello di una volta, i giorni si susseguono e gli anni pure, e se ci fosse un pulsante per mettere tutto « in pausa » lo fareste, solo un attimo per respirare, per riflettere.

Ma il bottone « pausa » non esiste, e neanche il « rewind » (sarebbe bello), in cambio le giornate passano in « fast forward ».

Stop, torniamo indietro, anche io come voi, sono nella spirale del tempo che passa veloce ed inarrestabile, anche io sono preoccupata, invecchiata, ingrassata e sempre indaffarata, però un 27 dicembre, soffiando le candeline del mio compleanno ho espresso un desiderio : volevo sentirmi di nuovo viva e spensierata come mi sentivo a 15 anni, e le candeline hanno avuto pietà di me, mi hanno fatto un regalo ed hanno deciso di esaudire il mio sogno, il soffio che le ha spente mi ha spedito a 9 242,48km da casa, attraversando l’Europa, l’Africa e l’oceano Atlantico.

Il Brasile, era il mio sogno da sempre, quale un luogo che ancora non conosci ma a cui sai di appartenere un po’ senza conoscerne il perché.

L’amore per la sua gente, la letteratura e la musica mi aveva spinto ad impararne la lingua prima ancora di averci messo piede.

Arrivata a destinazione ho cambiato orizzonte, stagione e orario, li ero sola, non conoscevo nessuno e nessuno mi conosceva.

Per raggiungere Ilha Grande ci son volute: 14 ore di aereo, un taxi, cinque ore di autobus senza cinture di sicurezza né limiti di velocità ed un’ora seduta per terra su un’imbarcazione che straripava di gente.

Ma tutto ciò non aveva importanza, la mia non era una vacanza era un viaggio, ed i luoghi sconosciuti si scoprono cosi, non sdraiati comodamente su una nave da crociera dove si paga per sentirsi sempre a casa.

Tra i suoni della navigazione iniziavano ad arrivarmi nomi che erano musica: Angra dos reis, Pico do Papagaio, Vlla do Abraao.

La mia destinazione, Ilha Grande, non era un villaggio vacanze, era un luogo estremo e fuori dal mondo, senza macchine e senza banche, un’unico porto, un’isola in mezzo all’Oceano. 

Pochi turisti e poche comodità, un luogo che si avvicina a ciòa di più vergine che rimane sulla terra, protetto dalla densa vegetazione e dall’oceano.

Poche persone la conoscono perchè li te la sbrogli con i soldi che hai in tasca e te la giri con la forza che hai nelle gambe, niente strade, solo terra battuta ed in ogni centimetro quadrato dimenticato dagli abitanti, la natura riprendre i suoi diritti.

Era perfetto, era quello che volevo, ma mi aspettavo di tutto tranne che quello che trovai e provai.

Appena sbarcata a Vila do Abraao, mi accolse una canzone di Astrud Gilberto suonata da una radio, Berimbau :

https://www.youtube.com/watch?v=4uuSaOZg8hI

La cantava un’uomo sulla spiaggia, e per me è rimasta la musica di li, di Ilha Grande, l’isola che, solitaria mi accolse e mi fece riscoprire me stessa.

Ad Ilha Grande si vive con il ritmo del via vai delle piccole imbarcazioni che trasportano qualche turista ed i viveri per i 5000 abitanti che la popolano.

Tutto si concentra su un viottolo che fa fronte all’oceano, due-tre ristorantini sulla spiaggia, alcune pousadas, una farmacia ed un centro medico che cura con mezzi di fortuna.

La sera ci si accomoda sui tavoli dei ristorantini posati sulla spiaggia, meglio se scalzi, di fronte a se l’oceano e la luna, li si aspetta, una caipirinha ed un piatto di pesce, il servizio è lungo, è normale, perché li nessuno ha fretta, quando l’ultima imbarcazione è partita non succede più niente fino all’indomani, ed hai tutta la notte per goderti quell’atmosfera, mentre una sensazione strana ti avvolge, come se in un attimo prendessi coscienza che quella è la vera vita, fatta di niente, a piedi nudi, con un vestito leggero e il costume da bagno che diventa una seconda pelle.

Non ci sono rumori parassiti, neanche gli aerei attraversano quel cielo, non ci sono animazioni e  televisioni, ed internet prende male. Sei solo e ti accorgi che non hai bisogno di nessuno per star bene. Ti permetti il lusso sfacciato di godere egoisticamente di quel paradiso circondato da oceano, montagne, uccelli esotici e scimmiette che saltano da un ramo all’altro.

La manciata di turisti, hanno l’apparenza di hippie, catapultati da non si sa quale forza in un contesto spazio-temporale che non gli appartiene, che vivono alla Robinson Crusoe ; altri sono coppie di brasiliani innamorati che cercano un luogo per vivere discretamente e pienamente il loro amore nascente.

E li che in una notte illuminata soltanto dalla luna e da qualche candela sui tavoli ho ascoltato un uomo cantare « Desafinado » di Stan Getz alla sua donna :

https://www.youtube.com/watch?v=So718wk426c

Ed è ad Ilha Grande che c’e’ una delle spiaggie piu belle del mondo, Lopes Mendes, raggiungibile in un solo modo : una mezz’oretta di navigazione, si sbarca su una piccola spiaggia e da li ancora quaranta minuti a piedi nella foresta, dove la vegetazione è talmente folta che non si vede né cielo né orizzonte, si cammina in una sorta di tunnel creato dal passaggio dell’uomo fino a vedere una luce opalescente a qualche centinaio di metri : è la sabbia bianca della spiaggia enorme dove ci sei te ed una decina di persone talmente lontane che sono ridotte a puntini.

Sabbia bianca ed oceano, con una luce chiara accecante ed un sole di fuoco.

Li d’istinto, di fronte a tanta bellezza, sei invaso da una sola voglia : toglierti le scarpe e correre in acqua, correre veloce, come correvi da piccolo, e tuffarti,  sorprendedoti della temperatura calda, lasciandoti sopraffare dalle onde, sei solo e felice.

« Pause »

Come un luogo ed un’acqua che ti purificano, come un sole che ti scalda per la prima volta, ti senti bianco e puro come la sabbia, vergine come la vegetazione, ed è in quell’istante preciso che senti il bottone « pausa » attivarsi, sei tu l’attore, sei te che decidi, sei te al centro del mondo in un mondo che centro non più ha.

23°23’25’’S43°55’24’’O/-23.390161,-43.92334.

Brasil, Ilha Grande.

« Pause »

Dura un attimo.

« Play ».

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