Via Francigena, sbarrato il percorso negli ultimi 100 km, pellegrini bloccati

La segnalazione è stata fatta da Pietro Labate, guida turistica rodata e appassionata che quel tratto lo conosce a memoria,parliamo dell’ultimo tratto della Via Francigena che comincia a Viterbo, residenza papale nel XIII secolo. Lasciato il palazzo dei Papi si attraversa porta Faul e si imbocca la strada del Signorino, scenografica via etrusca tagliata tra pareeti di tufo alte oltre 10 metri, per dirigersi verso Vetralla. Prima di entrare a Vetralla si passa accanto alla chiesa di Santa Maria Forcassi, antico punto di sosta per i pellegrini medievali, oggi purtroppo chiusa per restauri.Il racconto si ferma e la parola passa a Pietro Labate:

“Nello stesso momento in cui il MIBACT, pubblica l’atlante dei cammini in Italia, nella Tuscia, tratto degli ultimi 100 km della Via Francigena, semplici privati sbarrano il percorso.
Nel territorio di Vetralla, dopo aver attraversato la Cassia, poco prima di arrivare alle Torri di Orlando, uno sconsiderato privato ha eliminato la segnaletica ufficiale del Ministero, costruito una recinzione metallica sulla Via ed impedendo così ai pellegrini di proseguire il cammino.
In questi giorni è continuo il passaggio di chi viene, dall’Ungheria, Germania, Australia ed altri paesi, dopo centinaia a volte migliaia di chilometri percorsi a piedi in direzione di Roma, quando ormai la meta sembra vicina ecco che un privato… priva… del diritto di passaggio e costringe i malcapitati a dirottare sulla pericolosissima e trafficatissima Via Cassia.
Nella vicina regione Toscana tutto il percorso è stato messo in sicurezza.
Nel territorio della martoriata Regione Lazio, prima di arrivare alla Città Santa, oltre alla scarsa segnaletica, alla povera accoglienza, alla nulla informazione, alle numerose discariche abusive lungo il percorso, agli sbarramenti abusivi i pellegrini non hanno la certezza di arrivare alla fine del cammino, prova ne è il fatto che la maggior parte di loro attraversa la vicina Toscana e si ferma a Radicofani.
E la promozione del territorio?”.
Firmato:
Pietro Labate
Guida ambientale

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI