L’oro verde degli Etruschi è in Festa

Luciano Costantini

Le magnifiche “cinque sorelle” ancora in campo per impreziosire l’oro verde degli Etruschi. Più precisamente, l’olio di oliva extravergine che da secoli rappresenta uno dei tesori della Tuscia e che si va imponendo con crescente autorevolezza sulle mense di tutto il mondo. Dall’America alla Cina. Scendono in campo Canino, Blera, Vignanello, Gallese e Vetralla (anche se quest’ultima ha già fatto da apripista) per dare vita ancora una volta alle Feste dell’Olio, lungo un itinerario che parte oggi da Vignanello e Blera e si concluderà il 10 dicembre a Canino, l’autentica decana della rassegna con il suo cinquantasettesimo compleanno. Cinque cittadine mobilitate a miracol mostrare. Che è il loro prodotto verde smeraldo, quest’anno con meno carati ma assai più brillante. Per essere banali, però più chiari: c’è meno olio, ma di assoluta qualità. I dati relativi alla produzione dello scorso anno parlano di una superficie coltivata a olivo di 13.450 ettari, di 336.000 quintali le olive prodotte, di 44.000 quintali l’olio generato dall’intera provincia. Un patrimonio e un tesoro che vanno custoditi e valorizzati. Ed è l’obiettivo che si propone anche questa rassegna che parte oggi a Vignanello (10-11-12/17-18-19 novembre) e Blera (10-11-12 novembre), proseguirà a Gallese (18-19 novembre) e si concluderà a Canino (1-2-3/8-9-10 dicembre). Cinque location che ospiteranno (o hanno già ospitato come nel caso d Vetralla) cento appuntamenti per un unico cartellone. Le “cinque sorelle” hanno dovuto ricorrere a risorse proprie, ma non per questo i carnet sono meno invitanti. “Non abbiamo potuto dare il nostro contributo – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio, Domenico Merlani – per le ristrettezze di bilancio, ma in futuro spero che le cose possano cambiare. Magari attraverso l’Unione con la Camera di Rieti che ha proprio nella coltivazione dell’olivo uno degli asset più rilevanti”. Appuntamenti non soltanto enogastronomici, come da tradizione, ma anche visite guidate, conferenze, giochi popolari, musica itinerante, artisti di strada, passeggiate ecologiche, visite ai frantoi. In una parola, tutto ciò che fa cultura nel segno del tesoro degli Etruschi.

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