Van Gogh Shadow, la cultura multimediale in mostra a Viterbo

Cultura ed innovazione si incontrano a Viterbo per Natale.
L’occasione è “Van Gogh Shadow” una mostra ad elevato tasso di originalità che sarà ospitata nella Sala delle Bandiere di Palazzo dei Priori dall’8 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017.
L’evento, ad ingresso gratuito, è organizzato da Carramusa Group e dal Comune di Viterbo, con il patrocinio della Regione Lazio ed intende promuovere e valorizzare un nuovo modo di vivere e conoscere l’arte.
A partire dalle opere di uno degli autori più significativi e controversi del periodo post-impressionistico, Vincent Van Gogh, le cui opere, nell’esposizione in programma a Viterbo, si riempiranno di luci e colori, fornendo una visione inedita dei capolavori più amati del genio olandese.

La mostra, ospitata già in diversi musei, tra cui il Van Gogh Museum di Amsterdam, propone i quadri più famosi, dalla Camera ad Arles alle Barche di pescatori sulla spiaggia di Saintes-Maries, con la tecnica del Video Mapping, una sorta di proiezione animata in 2D e 3D, in cui i protagonisti si animano e prendono vita all’interno del dipinto, mentre le luci variano d’intensità.
Si tratta, insomma, di un’ occasione unica per ammirare le opere di Van Gogh, non semplicemente oltre la visione su un libro o nelle sale di un museo, ma oltre la loro stessa immobilità.

Un modo diverso insomma di approcciarsi all’arte e di avvicinare ad essa anche i più giovani, tra i maggiori fruitori di moderne tecnologie e strumenti comunicativi innovativi.
Van Gogh Shadow è, in definitiva, un piccolo gioiello di animazione, da gustare in ogni sfumatura, poiché, come sosteneva il critico d’arte Giulio Argan parlando del pittore olandese: “l’arte non deve essere uno strumento, ma un agente della trasformazione della società e, più a monte, dell’esperienza che l’uomo fa del mondo. ..Anche la tecnica della pittura deve mutare, opporsi alla tecnica meccanica dell’industria come un fare suscitato dalle forze profonde dell’essere: il fare etico dell’uomo contro il fare razionale della macchina. Non si tratta più di rappresentare il mondo in modo superficiale o profondo: ogni segno di Van Gogh è un gesto con cui affronta la realtà per cogliere e far proprio il suo contenuto essenziale, la vita.”

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