Valerio Aprea chiude Storie di lavoro con Gola e altri pezzi brevi

APREA

Sarà il poliedrico Valerio Aprea a chiudere il Festival Storie di Lavoro diretto da Ferdinando Vaselli, il progetto dell’Associazione Percorsi nato nel 2007 dall’esigenza di dare risalto al mondo lavorativo nella sua complessità, spaziando dall’agricoltura all’artigianato e approfondendo tematiche relative all’industria e al lavoro autonomo.

Sabato 27 giugno alle 21 presso la Ceramica Azzurra a Civita Castellana, Aprea porterà in scena “Gola e altri pezzi brevi” di Mattia Torre, con la musica dal vivo di Daunia Orchestra.

Gola e altri pezzi brevi nasce dal tentativo di far incontrare la scrittura di Mattia Torre con le note della Daunia Orchestra. I tre monologhi scelti per lo spettacolo provengono dalla raccolta “In mezzo al mare” pubblicata nel 2012 da Dalai editore. È lo spaccato di un paese profondamente in balia di una fame atavica che si perpetua dalla fine dell’ultima guerra mondiale. L’Italia ironicamente raccontata da Aprea, è quella dei raggiri, in preda alla menzogna gratuita, votata all’inganno e all’insaziabile e provinciale ricerca dello chic a tutti i costi. 

Valerio Aprea bravissimo attore teatrale romano che ha iniziato la carriera da attore a teatro in “Eredità” nel 1992. Dal 2000 è presente anche sul piccolo e grande schermo. Ha fatto parte del cast della serie televisiva “Boris” per tutte le tre stagioni andate in onda, nonché nel film omonimo, interpretando uno degli sceneggiatori dell’immaginaria serie “Gli occhi del cuore”.

Aprea e Mattia Torre lavorano insieme da diversi anni, a partire dal primo monologo “In mezzo al mare”, passando per l’esperienza televisiva di “Boris”. In teatro, insieme a Valerio Mastandrea hanno debuttato quest’anno con “Qui e Ora”.

La Daunia Orchestra nasce invece su iniziativa di Umberto Sangiovanni, pianista e compositore pugliese di matrice jazz. L’orchestra ha quattro cd all’attivo e un progetto teso al recupero della tradizione popolare pugliese mediante una rilettura in chiave jazz e contemporanea di testi contadini e folk.

LA LOCANDINA

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