Valentini: coltivare la Canapa alimentare per creare filiera

canapa

Riceviamo dal consigliere Riccardo Valentini Vice capogruppo Pd Consiglio regionale del Lazio e pubblichiamo:

Il seminario che si è svolto in Consiglio Regionale ha avuto l’indiscutibile merito di far sedere intorno allo stesso tavolo tutti gli attori sociali che con differenti ruoli  – agricoltori, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, piccoli imprenditori agricoli – stanno lavorando per ripristinare le coltivazioni di cannabis sativa nei nostri territori costruendo intorno a questa preziosa pianta filiere produttive in grado di  assicurare reddito.

A livello generale credo che sia nostro obbligo operare in termini di difesa dell’ambiente e del suolo come beni unici inalienabili  e per la  ridistribuzione della ricchezza che la terra produce.

In questa direzione va il nostro impegno per sostenere il ripristino delle coltivazioni di canapa sintetizzato nella proposta di legge n.205 che ho presentato lo scorso ottobre insieme a colleghi di Sel e Pd.

Come Regione Lazio vogliamo puntare a rafforzare il settore agricolo in modo ecocomapatibile  con un’agricoltura capace di sfidare i mercati globali creando delle filiere di prossimità che permettano di valorizzare in tutti i passaggi i prodotti dei nostri territori e riconoscere un reddito a chi le produce  E questo è ancora più vero per la canapa che – anche considerazione dei diversi ambiti applicativi che vanno dall’alimentare, al tessile, al farmaceutico all’agro meccanico e cartario – possiede  un valore ambientale straordinario oltre che una vera risorsa economica. Senza incappare in falsi entusiasmi credo che intorno a questa coltivazione vada creata con il nostro contributo, quello dell’Arsial, delle Università e dei centri di ricerca quella rete d’informazioni, suggerimenti indirizzi tecnici e scientifici capaci di supportare gli agricoltori che si apprestano ad accettare questa sfida tornado a seminare un seme antichissimo già noto tra gli Etruschi, in grado però di inserirsi e sfidare mercati globalizzati.

La legge già depositata è uno scheletro, che può essere modificata in meglio mettendoci dentro le filiere e la possibilità di riconoscimento di certificazioni per i produttori di canapa. Un modo in più per mettere nelle loro mani il loro futuro.

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