Valentina Bertuzzi: la Tuscia è un set con atmosfere alla Twin Peaks

valentina bertuzzi

Sono in molti a credere che esistano cose al di là della nostra esperienza sensoriale, che non si riescono a vedere o a toccare, ma che si percepiscono oscuramente,  a livello emotivo e inconscio. Un mondo “paranormale” indefinito e sfuggente, che continua ad esercitare un fascino irresistibile anche nella nostra epoca razionale ed ipertecnologica. “Il concetto alla base di Ghost Cam è proprio questo: coniugare paure ancestrali e moderna tecnologia”. Valentina Bertuzzi, regista e sceneggiatrice, ha scritto e diretto la fortunata web-serie Ghost Cam, interamente girata in inglese e destinata ad un pubblico mondiale. La vicenda ruota intorno ad un’applicazione per smartphone, in grado di visualizzare i fantasmi dei “soon-to-die”, spiriti di persone viventi in pericolo mortale, che per questo si staccano dal corpo per cercare aiuto. “Credo che il connubio fra imponderabile e tecnologia sia un po’ la sintesi del mio lavoro” aggiunge Valentina. “Attraverso la telecamera tento di mostrare agli altri quello che nemmeno io riesco a vedere”.

Trentanove anni, romana, dopo la laurea alla Sapienza in Lettere Moderne ad indirizzo cinematografico Valentina segue il corso di sceneggiatura di Leo Benvenuti , il grande sceneggiatore italiano collaboratore di Carlo Verdone, autore della saga di Fantozzi e dell’immortale capolavoro “C’era una volta in America”.

“Il venerdì sera, invece di andare fuori con gli amici, mi recavo all’Anac – Associazione Nazionale Autori Cinematografici – dove si potevano incontrare Mario Monicelli, o Age e Scarpelli. Per me è stato un privilegio entrare in contatto con quel movimento culturale, con il modo ancora tradizionale e sano di fare cinema. L’incontro con questi personaggi mi ha trasmesso il rispetto verso questo lavoro e verso chi lo fa, ed è stato la ragione principale per cui sono andata avanti”.  Da sempre attratta dalla regia, ha cominciato a lavorare come assistente sui set dove si realizzavano spot pubblicitari, cortometraggi e film. “Lavorando sul campo accrescevo le mie competenze: questo lavoro infatti non si impara sui libri ma facendo tanta esperienza diretta”. I risultati sono arrivati: da regista ha diretto videoclip musicali e corti thriller pluripremiati come “Corporate” con Valentina Lodovini e “Ultravioletto” con Alba Rohrwacher.

Solide basi, esperienza sul campo e passione per la tecnologia: tutto questo si ritrova in Ghost Cam, che detiene anche un primato: quello di essere il primo progetto di “Social Group Theater”, uno spettacolo per la rete dove i protagonisti della storia sono utenti Facebook , e dove il pubblico è costituito dai loro stessi contatti. “Per rendere credibile la vicenda abbiamo prima creato i profili dei personaggi su Facebook, realistici e coerenti con quella che doveva essere la loro personalità”. I personaggi di Ghost Cam hanno vissuto on line prima, durante e dopo la messa in rete della serie. Hanno pubblicato post, fotografie ed hanno interagito con il pubblico, secondo una sceneggiatura parallela a quella della serie vera e propria. “Il pubblico ha capito di essere parte di un esperimento; malgrado questo non si è sentito frodato”.  La protagonista di Ghost Cam, Lana Steam, vede il video del padre dove appare il suo spirito sofferente, così capisce che sta per morire e fa di tutto per cercare di salvarlo, chiedendo aiuto alla rete.

Otto episodi, clip da un minuto l’una, ritmo serrato e molto contemporaneo. E ambientazioni in esterno girate nei boschi del Viterbese, con cui Valentina Bertuzzi ha un rapporto stretto. È infatti docente di Tecniche del Linguaggio Filmico presso l’Università degli Studi della Tuscia, dove tiene un seguitissimo laboratorio. “Per me è motivo di grande soddisfazione coinvolgere gli studenti nella mia attività. Mostrare ciò che succede su un set, come un’idea possa realizzarsi ed essere divulgata al pubblico”. Valentina Bertuzzi ama in particolar modo  le atmosfere scintillanti e allo stesso tempo cupe della provincia viterbese. “La Tuscia è un set fantastico, dove si potrebbe girare qualsiasi cosa. È una terra di boschi misteriosi, di laghi e vulcani spenti, confini circoscritti che suggeriscono atmosfere alla Twin Peaks”.

Insieme alla sorella Francesca, scrittrice noir affermata e coautrice di Ghost Cam, Valentina sta progettando il sequel della serie, dove si riaffacceranno i volti tormentati degli spiriti in pericolo. Anche questo nuovo progetto sarà dedicato ai nativi digitali, un target composto da giovanissimi, abituali fruitori della rete e dei social. “Ghost Cam è dedicato a loro, perché sono loro che hanno la possibilità di rendere la rete un posto migliore”. La rete, e il mondo intero.

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