Università Popolare della Tuscia: a Tuscania innovazione senza limiti di età

Cristiano Politini

Una formazione su più discipline e ambiti, che crea competenze professionali nei giovani per un più rapido inserimento nel mondo del lavoro e che guarda all’internazionalizzazione con corsi di lingua straniera. Stiamo parlando dell’Università Popolare della Tuscia, un contenitore culturale di opportunità formative per giovani e anziani ma anche un luogo di incontro,di diffusione della cultura e della divulgazione della conoscenza.
il Presidente nonché Vice Presidente Nazionale CNUPI, Mario Ciccioli, ci ha raccontato le novità legate agli eventi in programma.

Come nasce l’Università Popolare della Tuscia?

Le Università Popolari sono molto antiche e nascono con l’intento di dare un’istruzione ai cittadini per il futuro; nascono effettivamente nel 1800, in Inghilterra, per poi espandersi in tutta Europa, anche in Italia. Questo movimento culturale ha come obiettivo di istruire il popolo, tramite sia una didattica mirata, sia conferenze, eventi e dibattiti. Con questi propositi culturali è nata un’istituzione che vuole garantire, negli anni, la formazione dei lavoratori, dei giovani e degli anziani. L’Università Popolare della Tuscia apre i suoi primi corsi a Tuscania nell’aprile del 1998 e sin da subito si è posta l’obiettivo primario di formare ed educare il cittadino.

L’Università che fascia d’età abbraccia?

La nostra Università è per tutte le fasce d’età, dai giovani ai pensionati: organizziamo iniziative per tutti i cittadini. Abbiamo sensibilità per i giovani, sempre più in cerca sia di stimoli culturali, sia di una formazione importante, che li prepari per il mondo del lavoro; ovviamente guardiamo anche ai pensionati, vere risorse sociali che rappresentano un valore reale e aggiunto per tutto il territorio. Molti anziani vivono la terza età come un nuovo punto di partenza e per questo si mettono in gioco, apprendendo nuove competenze che possono facilitarli nella vita di tutti i giorni.

Ci spiega la sua idea riguardante la Cittadella dell’Anziano?
Il pensionato è un tesoro inesauribile di saggezza, è quell’attore sociale che ha dato manodopera, forza e vitalità al nostro paese. È importante che la società si ricordi che il lavoratore ha costruito opere e ha contribuito alla crescita di un paese. Per questo ho ipotizzato la creazione di una “Cittadella dell’anziano”, un luogo dove i pensionati possono vivere nel benessere. Questo progetto è volto a migliorare le condizioni di vita dell’anziano, una figura che necessita il giusto riconoscimento dei propri diritti.

Su cosa punta maggiormente l’Università?
I corsi sono finalizzati al rilascio di un attestato e di una formazione significativa per il lancio dei giovani nel mondo del lavoro. Puntiamo molto sulle lingue, sull’informatica ma anche sui corsi pratici rivolti alla psicologia, all’estetica e al benessere psicofisico della persona. Ci tengo a sottolineare che tutte le nostre attività sono organizzate con i nostri fondi e che non percepiamo nessun finanziamento o aiuto da parte delle istituzioni.
Al riguardo dell’internazionalizzazione che cosa si prefigge?
Le lingue sono il punto cardine della scuola. Infatti, oltre ai classici corsi di inglese, francese e spagnolo, offriamo una formazione mirata e rivolta ai nuovi mercati. Siamo orgogliosi di poter dare l’opportunità ai giovani di apprendere il cinese, il giapponese il russo e anche l’arabo. Siamo molto soddisfatti della partecipazione e abbiamo iscritti provenienti da tutta la Tuscia.

C’è una richiesta in crescita verso le nuove tecnologie?

Sì, infatti, abbiamo attrezzato un’aula multimediale dove teniamo corsi di informatica, grafica, disegno in 2D e in 3D. Siamo sorpresi dalla domanda che c’è per questi corsi, sia da parte dei giovani che sono nativi digitali, sia da parte degli anziani, che vogliono comprendere le nuove dinamiche dell’informatica. Siamo nell’era del web e gli anziani, grazie ai nostri corsi, possono affrontare la quotidianità più facilmente.

L’Università è anche un contenitore culturale, che tipo di eventi organizzate?
Svolgiamo molte attività come conferenze, mostre e incontri culturali. Negli anni gli sforzi profusi ci hanno portato ad organizzare quattro convegni che si sono susseguiti sul ruolo del Prefetto. Sono orgoglioso di aver ideato e organizzato queste giornate di confronto e scambio. La prima edizione è stata organizzata nel lontano 1999 a Viterbo e le seguenti sono state ospitate dalla città di Roma, precisamente nel bellissimo Palazzo della Cancelleria, registrando una grande partecipazione, anche tra Ministri e Senatori. Allo stesso tempo c’è una speciale attenzione per l’arte. Infatti, negli anni passati l’Università ha organizzato varie esposizioni e manifestazioni, su tutte la mostra collettiva dal titolo “I pittori di Via Margutta a Tuscania”.

Quali sono i vostri programmi per il prossimo futuro?

L’Università è un vero contenitore culturale, per questo vogliamo continuare ad abbracciare più attività, dalla formazione agli eventi, dalle mostre ai convegni. Vogliamo proseguire sulla rotta tracciata negli ultimi anni: abbiamo intenzione di far crescere la nostra offerta formativa di anno in anno e stiamo lavorando per ottenere una nuova sede, con spazi più grandi e adeguati per l’accoglienza dei diversamente abili. Inoltre, sono felice di annunciare che stiamo lavorando a un quinto incontro sempre dedicato alla Prefettura. Per il futuro stiamo pensando, anche, di realizzare una mostra sulla pittura viterbese, patrimonio culturale ricco di storia e, tutt’oggi, di importanti artisti. Il nostro sistema educativo è formato di un’ampia proposta didattica.

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