Unitus presenta Smartage in grado di far sposare anziani e tecnologia

Luciano Costantini

Si chiama Smartage e plasticamente rappresenta lo strumento in grado di far sposare anziani e tecnologia. Un connubio che, per ovvie ragioni temporali, spesso non mette d’accordo le generazioni più datate con telefonini, smartphone, tablet o semplici cellulari che siano. Tutt’altro. Ma ora il progetto Smartage potrà risolvere molti se non tutti i problemi di incomunicabilità della coppia, almeno in ambito sanitario. Studiato ed elaborato dall’Università delle Marche, da quella di Bologna e dall’Università della Tuscia, è stato presentato nella sede Unitus di Viterbo in tutte le potenzialità tecniche che potrà offrire agli over sessanta. Semplicemente mettendo in contatto i senior con il telefonino, al fine di migliorare gli standard delle condizioni di vita e di salute degli anziani che in Italia raggiungono il 21,4% della popolazione (siamo il Paese più vecchio d’Europa). Una sorta di prezioso check-up quotidiano. Duecento i cittadini che hanno aderito al progetto, al momento limitato a quattro regioni del Centro Italia (Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche). Progetto pensato su quattro fasi: la prima che prevede l’utilizzazione di un phablet con il quale i partecipanti impareranno a usare le tecnologie digitali; la seconda l’elaborazione, insieme ad esperti dei vari settori sanitari, di uno stile di vita sostenibile; la terza la distribuzione di braccialetti (saranno realizzati da esperti di design) indossabili, in grado di controllare in ogni istante valori vitali come la pressione arteriosa, i battiti cardiaci, le fasi del sonno, ecc.; la quarta fase quella di informazione e formazione degli anziani sui temi della salute e del benessere. Spiega Tony Urbani, che il progetto ha pensato e realizzato insieme ad alcuni collaboratori: “Gli anziani che andremo a formare, diventeranno a loro volta soggetti in gradi di formarne altri. Nel primo anno pensiamo di arrivare a quota 20.000. L’obiettivo è aiutare gli anziani a non essere contro la tecnofobia, ma a trarre da essa nuovo entusiasmo per la vita”. “Lo Smartage – puntualizza il professor Giovanni Fiorentini, direttore Disucom dell’ateneo viterbese – è soltanto l’inizio di un impegno più ampio e più ricco di formazione digitale”. Il neo assessore alle politiche sociali e al welfare della Regione, Alessandra Troncarelli, garantisce l’appoggio pubblico. Il magnifico rettore dell’università della Tuscia, Alessandro Ruggieri, si affida semplicemente ad una testimonianza personale per spiegare l’importanza del matrimonio tra terza (magari anche quarta) età e tecnologia: “Mio padre a 90 anni ha deciso di scrivere un libro e per farlo sta usando lo smartphone”.

Nella foto Tony Urbani ideatore del progetto Smartage

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