Unindustria: per Civita Castellana puntare su percorsi innovativi

ceramiche civita castellana

Puntare sulla manifattura e non solo sulla finanza. E’ questo il motto del presidente di Unindustria Maurizio Stirpe, durante il suo intervento all’incontro “Valore aggiunto Lazio – Avvio di un programma per la reindustrializzazione del territorio”, che si è svolto questa mattina all’Università di Roma Tre,  presso l’Aula Magna del Rettorato.

Riguardo ai driver futuri di sviluppo “anche Unindustria ha preparato un  progetto di remanufactoring, e ha presentato alcune proposte alla Regione, come sul credito e sulla semplificazione. Stiamo lavorando, poi, su efficienza energetica e ambiente: serve un piano sui rifiuti e sui trasporti”. Nelle proposte presentate alla Regione sono presenti “azioni trasversali, che sciolgano quei nodi comuni che ostacolano la ripresa di tutti gli insediamenti produttivi della regione, e punti su cui agire necessari e specifici sulle diverse aree strategiche che consentano di superare le maggiori criticità. Nel Viterbese, le azioni si concentreranno soprattutto su Civita Castellana con lo scopo di sostenere i percorsi innovativi e di ristrutturazione delle imprese, ridurre la concorrenza sleale sui mercati e colmare il gap infrastrutturale”. Il Distretto industriale di Civita Castellana, composto da circa 40 aziende che producono c eramica sanitaria, ha realizzato nel 2013 (ultimi dati disponibili) un fatturato di 237 milioni di euro, dando lavoro a circa 2mila addetti e producendo circa 2 milioni di pezzi. L’export è in crescita continua, praticamente verso tutti i Paesi del mondo. La fascia di mercato in cui si colloca Civita Castellana è quella medio-alta. A dimostrazione dell’alto valore aggiunto ottenuto grazie soprattutto al fatto di avere puntato sul design, basta fare il paragone con la società spagnola Roca, leader mondiale del mercato: l’azienda iberica da sola produce circa 30 milioni di pezzi, impiegando circa 20mila lavoratori nelle sue varie sedi. Il fatturato però è di “soli” 800 milioni di euro, vale a dire poco più di tre volte il fatturato complessivo del Distretto, rapporto che invece diventa 1 a 10 o 1 a 15 per quanto riguarda addetti e pezzi prodotti. Il che significa solo una cosa: i prodotti di Civita Castellana hanno un alto valore commerciale

Da un punto di vista operativo, per Stirpe Unindustria ritiene “fondamentale proseguire sulla manutenzione e rivitalizzazione degli insediamenti produttivi che insistono su due assi: Orte – Cassino e Pomezia – Aprilia – Latina, da sempre espressione manifatturiera del territorio,  con una‘finestra’ sul quadrante nord-ovest, Civitavecchia – Viterbo – Roma – Fiumicino, dove si andranno a concentrare gli interventi infrastrutturali”.

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI