Una stagione teatrale degna di un’ottima annata

Teatro

La Stagione Teatrale nella Tuscia concede significativi segnali di speranza, che rinsaldano l’attrattiva e la qualità della vita nel nostro territorio.

La Regione Lazio con una bella mossa ha creato lo scorso ottobre una rete itinerante snodata in tutti i Teatri del Lazio: con unico biglietto si poteva scegliere uno dei tanti teatri segnalati. Nella Tuscia, solo due attivi sempre, con cartelloni ricchi e di tutto rilievo: il Lea Padovani di Montalto di Castro e il Rivellino di Tuscania. Ma non si può non  ricordare il Teatro Boni di Acquapendente e tutte le compagnie amatoriali targate Fita, che nei piccoli borghi della  provincia viterbese si esibiscono per avvicinare un pubblico in cui rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore. Infatti, è soprattutto tramite i palcoscenici che la società si relaziona all’esistenza, osservandola tradotta in storie reinterpretate da personaggi, a volte ironici a volte solenni.

Chapeau al Teatro Bianconi di Carbognano, che ha messo a punto per il 2014-2015 un programma di spessore con 15 spettacoli e una stagione inaugurata il 25-26 ottobre scorso con “Assolo di Coppia” con il duo  composto da Roberto Ciufoli e Tiziana Foschi in calendario fino al 9-10 maggio 2015. Mentre il Teatro Palarte di Fabrica di Roma dal 9 novembre riprende la programmazione nei fine settimana. L’amore per il teatro, un rapporto connaturato tra pubblico e palco, ragione per cui una città come Viterbo ha il dovere di reclamare il suo Teatro comunale dell’Unione, perché una città senza teatro diventa crudelmente vuota.Nonostante la difficile congiuntura economica anche in ambito culturale i teatri di zona e dei dintorni ricevono segnali positivi sugli abbonamenti alla stagione 2014-2015 .Forse manca  ancora una politica sulle formule promozionali o ridotte, ma di fatto c’è da ricordare  che soprattutto nel capoluogo manca la disponibilità del teatro ecosì si riempiono teatri  di confine  come il Mancinelli ad Orvieto e il  Traiano di Civitavecchia a cui s’indirizza il pubblico viterbese. Il teatro è un buon medicinale da non tralasciare, c’è un pensiero di Béla Balàs che meglio lo interpreta “Se guardo a volo d’uccello nel suo insieme e ingenuamente l’istituzione Teatro, osservo questa stranezza: degli uomini, che tutto il giorno partecipano alla vita, tutte le sere, a migliaia, si radunano per vedere com’è la vita”. 

Si apre il sipario, lo spettacolo sta per iniziare. Facciamoci trovare pronti.

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