Un trasporto straordinario e Gloria si è colorata di rosso

Ore 23.57 La Macchina sulla curva finale spegne le luci elettriche bianche, restano i soli lumini e si colora di luci rosse, viene appena posata e rialzata per qualche istante in memoria di tutti i facchini e dei fatti del 1986 che la videro fermarsi e piegarsi sulla curva della salita di santa Rosa per un piede della stessa che aveva urtato gli scalini del sagrato della Chiesa di santa Rosa. Fu la fermezza del capo facchino di allora, l’indimenticabile Nello Celestini, che con estrema determinazione dette i giusti comandi e la fece raddrizzare dai facchini stessi portandola con successo all’arrivo. La voce forte del capofacchino Sandro Rossi pronuncia la dedica bellissima rivolta a tutti coloro che ci sono e a coloro che non ci sono più. Gloria è ora poggiata sui cavalletti di sostegno.
Si è compiuto un altro trasporto, stavolta straordinario e anche molto faticoso, che ha segnato il trionfo dell’intera città di Viterbo. I volti dei facchini, madidi di sudore per la fatica del loro atto di devozione, vengono accolti dai famigliari sul sagrato della Basilica, i loro volti ritornano sorridenti e commossi per la felicità.
La Macchina di Santa Rosa rimane esposta per alcuni giorni successivi al 3 settembre, mentre all’interno della Basilica c’è l’urna dove è custodito il corpo della Santa. Le porte del Monastero sono state spalancate per accogliere il visitatore dalle suore Alcantarine francescane.
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