Un “Museo Didattico della Stampa”dal 1695 a Montefiascone

In un’epoca in cui nessuno legge e tutti scrivono raccontare una storia tipografica iniziata nel 1695 e giunta fino ai giorni nostri è un viaggio in un mondo che ha affascinato l’uomo nei secoli, quello sconfinato della scrittura legata alla carta. Soprattutto questo aspetto si è voluta valorizzare con l’uscita del libro “Storia della Tipografia a Montefiascone”che ha il pregio di  una longevità unica nel panorama tipografico italiano di cui ha attraversato il mutamento dei tempi.

Nella presentazione del 2 febbraio  scorso a Palazzo Papale, lo storico Giancarlo Breccola si è soffermato sugli aspetti storici della stamperia di Montefiascone che si legano a doppio filo con il seminario, voluto  dal vescovo Barbarigo. Mauro Marroni parlando della tipografia, che col tempo ha cambiato la denominazione in “Silvio Pellico”, ci narra una storia vissuta dall’interno in qualità di figlio di tipografi, con aneddoti che ci fanno capire le condizioni di lavoro dell’epoca. Luciano Osbat ci ha traghettato nel periodo storico e la valenza di una stamperia nel contesto del seminario. Tutta questa nobile storia, insieme agli strumenti usati per i lavori tipografici,ancora oggi  conservati. Dalla macchina da stampa piana, ai banconi, dai caratteri alfabetici e decori in lego e metallo, ai clichè xilografici, matrici in rame .

Da qui arriva la riflessione che è pure una proposta lanciata alla città di Montefiascone, tutto questo materiale prezioso  può  sortire alla costituzione di un piccolo “Museo Didattico della Stampa” per trasmettere alle generazioni future l’avventura meravigliosa dell’ arte tipografica nell’era del digitale magari con la messa in funzione di  una macchina per stampa,  illustrando la composizione di una pagina con i caratteri mobili,come  si inchiostrava e si stampava nella casa degli stampatori falisci.

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Foto di Luciano Pasquini

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