Ugo Bentivegna: “Gracias a la vida” e alla magnifica Viterbo

La cultura dell’accoglienza ha il sapore della storia vera e condivisa di Soumaila che oltre alla recitazione con il cast divide questo tempo e di giorno in giorno consegna loro frammenti della sua storia. Perché scegliere di vivere in Europa? Per ritrovare quella democrazia che manca nel proprio paese. Lasciarlo una lacerazione. Non essere accettato nel nuovo paese il grande smarrimento. Refugees in una costruzione scenica meravigliosa cerca di far arrivare tutto questo, toccando le corde dello spettatore attraverso testimonianze vere.
Uno spettacolo emozionante andato in scena il 20 Marzo scorso alla Sala del Conclave a Viterbo, una rappresentazione che secondo l’ideatore Ugo Bentivegna deve dare voce a coloro che voce non hanno: i Rifugiati. Questo termine, spesso usato impropriamente che fa ancora molta paura, custodisce diverse tipi di persone note e sconosciute, ma pur sempre esseri umani segnati da un destino avverso. Una musica appropriata e intensa ha reso il racconto più lieve , il suono del pianoforte, accompagnato da passi di danza si è tradotto in una sorta di ritmo, un “ritmo della vita”, per trascinare non solo le persone immigrate, ma l’intero genere umano.
Quattro le storie lette dai due attori, Claudia Koll e Ugo Bentivegna, accompagnate da brani suonati dal vivo al pianoforte da Marco Ciardo, intervallate dalla voce di Enrica Arcuri con le canzoni tipiche dei paesi di provenienza dei rifugiati e dalle coreografie di Theodor Rawylerdi. La platea numerosa e attenta ha avvertito questa scansione il cui fine è stato di sentirsi partecipi di una comunità che è quella umana. L’attrice Valeria Contadino con la interpretazione di Maria ha rappresentato quell’identità universale capace di accogliere le differenze di ciascuno
In Refugees tutto è stato ben costruito perché quello che gli occhi vedono raggiunga direttamente il cuore e laddove esista smacchi il pregiudizio e renda più facile la comprensione di un mondo che si avvicina sempre più a noi e a cui dobbiamo tendere una mano. Uno degli spettacoli più intensi che ha celebrato il Giubileo del Festival Jubilate, organizzato da Caffeina regalando ai viterbesi la possibilità riflettere e immedesimarsi. Ne è anche entusiasta lo stesso Ugo Bentivegna, a cui appena rientrato a Roma chiediamo

L’opera teatrale è tratta da un libro, cosa ne ha modificato?

Il libro dal quale mi sono ispirato, “La notte della fuga” è un libro che contiene 10 storie di ragazzi che arrivano a Roma da paesi diversi, dal libro ho scelto alcune storie e assieme alla scrittrice le abbiamo modificate per una migliore fruizione teatrale, senza aggiungere nulla.

Soddisfatto dello spettacolo viterbese, locazione e pubblico?

Io e tutta la compagnia siamo stati felicissimi di aver portato Refugees a Viterbo in una location così prestigiosa come il Palazzo dei Papi, lo spettacolo è andato benissimo, il pubblico ha seguito tutto e alla fine ci ha inondato di complimenti, credo che meglio di così non potesse andare.

Il teatro avvicina verso una tematica forte come quella dell’immigrazione? Ne prevede l’allargamento nelle scuole superiori e in centri più popolari?

Lo spettacolo è già stato portato in alcune scuole di Roma e speriamo che continui a essere portato in scena per i giovani e giovanissimi; siamo stati persino in una scuola elementare e ci siamo meravigliati come i bambini con la loro unica sensibilità fossero entrati all’interno delle storie riempendoci di domande alla fine dello spettacolo; un aneddoto commovente con gli allievi di 5a alla scuola elementare Montessori è stato quando si è creato una fila di bambini che volevano tutti abbracciare Soumaila il ragazzo rifugiato che all’interno dello spettacolo racconta la sua storia; lui era felicissimo e noi per lui.

Refugees ha un suo calendario già definito in altre parti del Paese?

La nostra produzione Fattore K sta promuvendo Refugees in giro, stiamo prendendo accorsi con la Sicilia, con la Calabria e con altre regioni; potrete trovare tutte le news e le prossime date sul sito www.refugees.it o sulla pagina Fb refugees.

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