Tullio De Piscopo a Viterbo: travolti da un’energia contagiosa

tullio de piscopo

Per chi ha vissuto gli anni ’80 e ha avuto il privilegio di immergersi nell’universo musicale di quel magico decennio, Tullio De Piscopo è da sempre sinonimo di entusiasmo, sorrisi, ritmo e colore. Gli stessi che nella sera del 4 luglio si sono rimaterializzati nella piazza viterbese di San Lorenzo, per la serata finale del festival culturale Caffeina.

Un’energia travolgente rimasta immutata nel tempo, malgrado i cinquant’anni di carriera di De Piscopo come musicista, percussionista e bandleader. Una musica e un ritmo dalle suggestioni afro e latine, filtrate dalla sensibilità tutta napoletana, capaci di entrare nelle vene e di pulsare al ritmo stesso del cuore dei presenti, che hanno affollato la piazza, ballato e cantato su canzoni entrate a far parte della storia della musica italiana. Un concerto in cui Tullio, schietto e sincero, ha raccontato se stesso, attraverso la musica e parlando di sé e delle sue esperienze di vita.

In primo luogo l’amicizia: sul palco insieme a lui Tony Esposito, amico e collaboratore di una vita, con il quale ha riproposto “Andamento lento” e “Kalimba de luna”, con il pubblico in piedi a cantare all’unisono.  E lo struggente ricordo dell’altro amico, Pino Daniele, scomparso recentemente: “Per mesi non sono riuscito a ritrovarmi. Pino era un riferimento. Non sono ancora riuscito a dirgli addio. È ancora qui con me”. E ancora, tra un pezzo e l’altro, accenni alla sua storia personale, alla sua famiglia.

L’orgoglio di essere padre e nonno. “I miei nipotini sono la mia forza: per loro sono riuscito a superare i miei momenti difficili”. E c’è spazio anche per il ricordo struggente della viterbese Nadia Benedetti, tragicamente scomparsa a Dacca nel recente attentato terroristico. A lei e alle altre sfortunate vittime della follia umana, Tullio ha dedicato un pezzo. Emozioni contrastanti ed energia pura, grande professionalità e soprattutto grande cuore. 

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