Tribunale: spazio protetto per ascoltare i minori

“Il grado di civiltà di un Paese si valuta da come tratta i soggetti vulnerabili”. Quella di Paolo Auriemma, procuratore della Repubblica di Viterbo, è una sentenza, ma anche un solenne impegno rispetto alla intera collettività che ha sempre avuto, ed ha, bisogno di giustizia, a cominciare dai soggetti più deboli: minori, donne, anziani. In questo contesto si colloca la nascita del pool, costituito da magistrati, carabinieri e agenti di polizia, che si occuperà dei bambini che hanno subito violenze e che potranno essere ascoltati in un ambiente protetto che ne salvaguardi la serenità.

Così presso la Procura della Repubblica è stata allestita una stanza nella quale i minori potranno raccontare nella maggiore serenità possibile le loro personalissime per quanto tristi storie. Una stanza che potrebbe essere quella comunissima dei giochi e che dovrà in tal modo facilitare il colloquio con i componenti del pool investigativo (tre donne e un uomo). “I minori – ha spiegato il Procuratore Auriemma in conferenza stampa –  avranno così la possibilità di rendere deposizioni senza avere alcun contatto con le persone accusate di violenze. Ciò potrà garantire la genuinità nell’acquisizione della prova e fornire allo stesso tempo un segnale concreto di come le istituzioni intendano in tutti i modi tutelarli. Si tratta evidentemente di una operazione orientata a fornire alla collettività risposte in sede giudiziaria. E – ha aggiunto – la consideriamo solo un primo passo. Stiamo pensando anche ad analoghe iniziative anche nel settore della tutela ambientale e dell’attività edilizia.”Presenti la neopresidente del tribunale Maria Rosaria Covelli, il direttore generale della Asl Daniele Donetti e la presidente dell’associazione Erinna, Anna Maghi, il sindaco Leonardo Michelini, le assessore Luisa Ciambella e Alessandra Troncarelli, il capo della squadra mobile Donato Marano e il capitano dei carabinieri Marcello Egidio.

 

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