Thor Ragnarok è nelle sale, ma il Dio del Tuono è la parodia di se stesso

Diego Galli

Prendete un gran numero di eroi, aggiungete la solita minaccia all’universo e mescolate il tutto con una dose eccessiva di ironia: ecco Thor Ragnarok. La nuova avventura dedicata al dio del Tuono di Asgard, ora nei cinema, riesce a sbalordire il pubblico fin dal primo istante, provocando fragorose risate tra tutti gli spettatori. È chiaro come la nuova tendenza di Marvel sia atta a “sdrammatizzare” e alleggerire il peso delle trame, sempre più tendenti alla commedia nuda e semplice, anziché al voler creare un universo espanso funzionante ed epico. In questa nuova pellicola, il non troppo conosciuto regista Taika Waititi dà un taglio molto netto al pathos che aveva caratterizzato i primi due episodi – “Thor” e “Thor: The Dark World” – decisamente più carichi di dialoghi interessanti e forniti di una trama corposa. Tra una sonora battuta e l’altra, che arrivano quasi come i colpi di una mitragliatrice impazzita, lo spazio dedicato al personaggio interpretato da Chris Hemsworth sembra essere stato inserito unicamente per svilire l’eroe che conoscevamo e mettere in risalto lo scanzonato stile “Guardiani della Galassia”: non mancano battute come “Ecco lo Zio del Tuono”, sicuramente d’effetto, sul momento, ma ripetitive come una pioggia battente in un freddo, e triste, mese d’autunno. Il risultato, nel caso di Thor Ragnarok, non è affatto soddisfacente e ci lascia orfani di quello che i primi due registi avevano voluto creare. La colonna sonora anni ’70-’80 stona completamente con l’ambientazione norrena e sembra essere stata messa là solo per caricare ancora di più lo stile simil-parodistico. I nuovi attori, da Cate Blanchett a Jeff Goldblum, si sforzano di rendere il film appetibile, concedendoci delle interpretazioni molto buone. Il problema, come sopra anticipato, è quello legato alla regia, che ha voluto strafare, rendendo la nuova avventura marveliana un film comico di serie B. Per l’occasione è stato anche scomodato il duetto Hulk/Bruce Banner, che risulta davvero poco convincente nella nuova veste cabarettistica. Come se non bastasse, il nuovo “Sfregio Verde” parla tranquillamente e si impegna in battute argute e divertenti, senza minimamente far comprendere agli spettatori come sia riuscito a elevarsi dalla sua intelligenza primitiva, relegata alla frase topica: “Hulk spacca!”. Ora, mentre ci asciughiamo le lacrime di risate agrodolci di questa brutta esperienza, attendiamo speranzosi l’arrivo di Black Panther che, almeno a giudicare dai primi trailer, sembra sarà portatore di quel briciolo di serietà alla quale Marvel/Disney ci avevano ben abituato.

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