The Imitation Game: il genio e la vita di Alan Turing

the imitation game

E’ giunto il momento di rendere grazie ad uno dei più grandi informatici e matematici della storia passata, Alan Turing;  a pensarci, è stato il regista Morten Tyldum con il film “The Imitation Game”, distribuito nelle sale cinematografiche italiane dal 1 Gennaio.

Ad Alan Turing rendiamo merito di aver dato impulso all’informatica, grazie ai concetti di algoritmo e calcolo mediante la sua macchina di Turing, che ha svolto un grande ruolo nella creazione dei computer. Ma la figura di Turing viene ricordata anche per i contributi che egli fornì durante la Seconda Guerra Mondiale; riuscì infatti a scoprire delle tecniche per violare i codici cifrati tedeschi (Codici Enigma). Grandi capacità le sue, che vennero però messe a tacere alla fine della Guerra dal Governo inglese, e che oltretutto non furono mai riconosciute.

In The Imitation Game, siamo nei primi anni ’50 del 900, quando Turing viene arrestato per atti osceni in luoghi pubblici e interrogato dalla polizia. Lui è gay e questo lo porterà al suicidio. Attraverso l’interrogatorio e una serie di flashback, Turing, interpretato da Benedict Cumberbatch, inizia a narrare la sua vita, a partire dal suo arruolamento nel governo inglese per decifrare i codici nazisti, fino ai suoi studi sull’intelligenza artificiale. Turing è il genio troppe volte dimenticato, con una grande passione per i numeri e allo stesso tempo con un’inettitudine per la convivenza sociale; egli rappresenta il martire perfetto, che a causa delle sue grandi capacità e della sua omosessualità è costreto a vivere ai margini di quella stessa società da lui tanto temuta.

Il film si ispira a noti esempi cinematografici, come A Beautiful Mind o The Social Network e lo stesso Alan Turing nel film appare come una copia sbiadita di Sheldon Cooper in The Big Bang Theory. Ma la vita di Alan non fu solo fatta di genio, bensì anche di passione e amore. Nella sua vita chiese a Joan Clarke, interpretata da Keira Knightley,di sposarlo; ben presto però si accorse che il suo amore per gli uomini era troppo forte (Ma nel film l’omosessualità di Turing sembra rimanere ai margini). Proprio questo suo amore, insensato e osceno per l’epoca, lo condusse in un aula di tribunale dove venne condannato per omosessualità, con due possibili esiti: pena detentiva o processo di castrazione chimica.

Egli scelse la castrazione chimica, attraverso l’assunzione di estrogeni che in poco tempo gli fecero calare la libido e crescere le mammelle. Di qui, iniziò un periodo di grande depressione, fino a condurlo al suicidio. E per uccidersi Turing prese spunto dalla sua fiaba preferita, Biancaneve; ingerì infatti una mela avvelenata con cianuro di potassio.

The Imitation Game è in programmazione al

CineTusciaVillage fino a mercoledì 7 Gennaio, alle ore 17:30, 20 e 22:30.

dall’8 gennaio al 14 : Feriali ore 20.00 – 22.30   Prefestivo e Mercoledì ore 17.30 – 20.00 – 22.30

Festivo ore 17.30 – 20.00 – 22.30

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