Il Terzo Tempo di Lidia Ravera, quello in cui “L’età non conta”

Lei l’autrice Lidia Ravera lo ha dedicato “A tutte le donne e a tutti gli uomini che hanno paura di invecchiare, come è naturale. Ma anche voglia. Anche curiosità. Alle più coraggiose. Ai più originali”. IL Terzo Tempo è il titolo dell’ultimo libro della scrittrice .Nel rugby, è il “terzo tempo” è quello della conciliazione. Quando vai al pub con i tuoi avversari, e bevi con loro. Nella vita è il penultimo tratto, quello che viene dopo la piena maturità e inclina verso l’odiata vecchiaia. Nell’ambientazione c’è anche Civita di Bagnoregio.

“Il Terzo tempo”, 495 pagine, Bompiani. Quattro ristampe. Molte copie vendute.

Sinossi: Costanza non è vecchia però presto lo sarà. Convinta che il terzo tempo sia da vivere pienamente, senza mai smettere di cercare la felicità, ne scrive con spirito battagliero in una rubrica. ”Insegno malinconia positiva. Soffrire da vecchi è la regola. Soltanto i vecchi speciali ce la fanno. E i vecchi speciali sono quelli che stanno bene.” Quando eredita dal padre un austero ex convento a Civita di Bagnoregio si lascia prendere da un progetto vagamente sconsiderato: radunare in quella casa bella e nuda, incastonata in un luogo simbolico che si sfalda lentamente, i compagni con cui giovanissima ha condiviso a Milano la vita e l’impegno politico, per ricreare una comune, una famiglia larga in cui spartire gli affanni e discutere del futuro perché un futuro c’è sempre, fino alla fine dei giochi. E’ un tentativo di tornare all’età delle illusioni, ”la leggenda d’aver ragione che ha nutrito la nostra seconda infanzia?.

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